
Dopo quattordici anni il centrodestra torna a vincere in Italia ed e’ maggioranza in Parlamento, sia alla Camera che al Senato. Allora a trainare la coalizione fu Silvio Berlusconi, oggi è Giorgia Meloni.
DOVRÀ RAGIONARE COME LEADER DI COALIZIONE. La differenza tra lei e Berlusconi non e’ poca. Ma il possibile nuovo premier dovrà ragionare non più come capo di partito ma come leader della coalizione. Non si tratta di una metamorfismi di poco conto. Berlusconi riusci’ a rapportarsi con pazienza e attenzione ai suoi alleati, salvaguardando e valorizzando l’identità di ognuno. Se il buon giorno si vede dal mattino e’ partita bene. Infatti la Meloni ha ”ceduto” molti collegi ritenuti sicuri agli alleati, consentendo loro di avere più parlamentari rispetto ai voti presi.
MELONI PRIMA DONNA PROBABILE PREMIER. E’ la prima volta nella storia della Repubblica, anzi dell’intera storia d’Italia, che una donna si accinge a diventare premier. C’è già ovviamente chi cerca di metterle i bastoni tra le ruote tentando di spaccare la coalizione facendo leva su debolezze e fragilità dei suoi alleati. Usciti si’ dalle urne con risultanti non esaltanti, nel caso della Lega in modo piu’ netto, ma pur sempre vincitori. Ed andranno al governo il che e’ un bel collante, quello più antico in politica. Il potere logora chi non ce l’ha.
NUOVO GOVERNO. Sicuramente la Meloni metterà grande cura nel preparare la lista dei ministri da sottoporre a Mattarella sempre se riceverà l’incarico. Attenta a non dispiacere i suoi alleati e nel rispetto dei rapporti internazionali.
UMILTÀ E COERENZA LE SUE ARMI. A detta di molti giornalisti, anche stranieri, che hanno interrogato in giro la gente sul perché votassero la Meloni, le risposte più costanti sono state ”umiltà e coerenza”. Non ha mai fatto promesse spropositata neanche in campagna elettorale, sposando un realismo dimostrato anche nelle sue prime sobrie dichiarazioni.
ANCORA PRIMA DELL’INCARICO IL NODO DEI PRESIDENTI DELLE CAMERE. Un primo saggio delle capacità della Meloni sarà l’indicazione della coalizione per la presidenza della Camera e del Senato. Se sarà disponibile sarà difficile dire no ad un candidatura di Berlusconi per il Senato. Concedere la Camera ad una delle forze di opposizione o puntare su un candidato di FI, come La Russa?
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