“Incendiario sarà lei…”. Lo scontro Letta-Meloni

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(foto account FB G.Meloni)

“Incendiario sarà lei…”. Lo scontro verbale tra il segretario dem Enrico Letta e la premier in pectore Giorgia Meloni sulla presidenza delle Camere, che il centrodestra ha deciso di tenere per sé eleggendo La Russa e Fontana, sembra la parafrasi di una gag del grande Totò.

In realtà c’è ben poco da ridere perchè il clima politico si va deteriorando, la tensione è alta e nel botta e risposta tra i due – ha cominciato Letta – sono state usate parole molto dure. E c’è anche il rischio di una deriva di violenza dagli sviluppi non prevedibili: una preoccupazione diffusa che comincia ad allertare anche le forze dell’ordine. Prova ne è il fatto che oggi a Roma, alla Garbatella e al Colosseo, sono apparse scritte con la stella a cinque punte contro La Russa (lo striscione vicino al Colosseo mostrava il nome del presidente del Senato a testa in giù, indagano la Digos e i carabinieri). Occorrerebbe dar prova di ragionevolezza e magari tornare con la memoria al primo giorno di questa nuova legislatura, era solo tre giorni fa, e rispondere positivamente all’appello lanciato a destra e sinistra da Liliana Segre: no alla “politica urlata” e “rispetto” tra avversari…

Sull’elezione dei due esponenti di centrodestra ai vertici di Senato e Camera che hanno infiammato il confronto tra maggioranza e opposizione il segretario dem e la premier in pectore (Letta da Berlino ospite dell’Spd, la Meloni a Roma, impegnata nella formazione della lista dei ministri, se e quando Mattarella come vuole la prassi le affiderà l’incarico) si sono scambiati accuse e controaccuse.

Ha cominciato il segretario dem che davanti alle telecamere ha parlato di “logica perversa e incendiaria” nelle scelte fatte dalla maggioranza; scelte che, sempre secondo Letta, “confermano in giro per l’Europa le peggiori preoccupazioni”. Neanche il tempo di leggere le agenzie che la premier in pectore ha risposto definendo “gravissime” le parole di Letta a Berlino. “Affermare all’estero che l’elezione dei presidenti delle Camere sia motivata da una “logica perversa” e “incendiaria” che conferma “le peggiori preoccupazioni in giro per l’Europa” è uno scandalo e rappresenta un danno per l’Italia” ha twittato Giorgia Meloni chiedendo a Letta le “scuse immediate”: Scuse che non sono arrivate, anzi. Contro-tweet del segretario dem: “Non è la maggioranza a dire all’ opposizione cosa dire e come dirlo”.

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