
“Ho riallacciato di rapporti con Putin” oppure “Io il primo dei suoi cinque veri amici”.
Il giorno dopo la tregua siglata con Giorgia Meloni in via della Scrofa alcune decisioni di Silvio Berlusconi sui capigruppo (la Ronzulli guiderà per acclamazione la pattuglia azzurra al Senato) e soprattutto sue nuove dichiarazioni, stavolta sulla guerra in Ucraina, diventano un ‘caso’ dagli sviluppi imprevedibili per il governo che la leader di Fratelli d’Italia si appresta a formare, sempre se Mattarella come vuole la prassi le conferirà l’incarico.
Il Cavaliere ha parlato a ruota libera con i suoi parlamentari al Senato e alla Camera e qualcuno ha registrato la conversazione, che poi è arrivata alla stampa. Si tratta di frasi relative in particolare a Putin, alla guerra in Ucraina e allo scambio di doni e di “lettere dolcissime” che il presidente di Forza Italia ha detto di essersi scambiato con il capo del Cremlino in occasione del suo compleanno (il 29 settembre, ndr).
Da parte dell’ex-premier c’è stato nel pomeriggio un tentativo di smentire quelle parole e ma l’audio diffuso dall’agenzia La Presse è inconfondibile e probabilmente sta già facendo il giro delle cancellerie non solo europee provocando diffuse preoccupazioni su un governo che si sta formando a Roma e che sarebbe composto da due forze politiche su tre non propriamente ostili allo zar del Cremlino…
Parole che hanno creato sicuramente un forte imbarazzo – ma è un eufemismo – nella premier in pectore anche se alle 20 ancora non si registrava nessuna reazione, nemmeno indiretta, da parte sua o di Fratelli d’Italia.
Un silenzio gelido che dà la misura di quanto fosse prematuro parlare di ‘calumet della pace’ che Meloni e Berlusconi si sarebbero scambiati ieri in via della Scrofa. Silenzio forse accompagnato da una reazione furente, anche se ancora riservata, di fronte alla snocciolatura di concetti ‘neutralisti’ da parte di Berlusconi sulla guerra, concetti che contrastano decisamente anzi sono all’opposto della linea convintamente atlantista sempre sostenuta dal governo Draghi e dalla stessa Meloni (e fino a prova contraria anche da Forza Italia e Lega in parlamento, anche sull’invio di armi a Kiev).
Ma cosa ha detto Berlusconi esattamente? Questa la registrazione diffusa da La Presse: “I ministri russi hanno già detto in diverse occasioni che siamo noi in guerra con loro perché forniamo armi e finanziamenti all’Ucraina. Io non posso personalmente esprimere il mio parere perché se viene raccontato alla stampa viene fuori un disastro, ma sono molto, molto, molto preoccupato. Ho riallacciato un pò i rapporti con il presidente Putin, un pò tanto. Putin per il mio compleanno mi ha mandato 20 bottiglie di vodka e una lettera dolcissima. Io gli ho risposto con bottiglie di Lambrusco e con una lettera altrettanto dolce. Io ero stato dichiarato il primo dei suoi cinque veri amici”.
Alla decisione sulla Ronzulli – al centro di un duro scontro con la Meloni – e alle parole su Putin si aggiungono altre dichiarazioni del Cav sull’atteggiamento della leader FdI nei suoi confronti e sul governo che si sta formando. Berlusconi ha enumerato i cinque ministeri ‘incassati’ da Fi e dato per certo l’ok della Meloni sul dicastero della Giustizia affidato alla Casellati (ma nessuna conferma da parte di FdI che continua a puntare su Nordio). Una serie di uscite che hanno reso molto teso il clima nella maggioranza con un Berlusconi che si è ripreso la scena non si sa con quale soddisfazione della premier in pectore (“La signora Meloni mi ha chiesto di fare il suo consigliere. Sono a disposizione” ha detto il Cav) che pure appena stamattina parlava di “ottimo clima”.
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