Berlusconi, una leucemia cronica aggravata dalla polmonite

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Berlusconi
(foto da profilo FB S. Berlusconi)

Una leucemia cronica aggravata da una polmonite. Per Silvio Berlusconi, ricoverato da ieri al San Raffaele di Milano in terapia intensiva, prime cure chemioterapiche oggi in un quadro clinico preoccupante ma con qualche cauto segnale positivo, registrato e riferito ai media dal fratello Paolo e dagli amici più cari (“C’è un miglioramento, siamo fiduciosi”).

A trenta ore dal ricovero, il primo bollettino medico sulle condizioni dell’ottantaseienne ex-premier diramato dal suo medico personale Alberto Zangrillo fotografa così la situazione: il ricovero in terapia intensiva è dovuto alla necessità di curare un’infezione polmonare che si inquadra nel contesto di una “condizione ematologica cronica” di cui Berlusconi è portatore da tempo.

E’ una “leucemia mielomonocitica cronica”, di cui – recita il bollettino – è stata accertata la “persistente fase cronica e l’assenza di caratteristiche evolutive in leucemia acuta”. Zangrillo spiega che la strategia terapeutica in atto “prevede la cura dell’infezione polmonare, un trattamento specialistico citoriduttivo mirato a limitare gli effetti negativi dell’iperleucocitosi patologica e il ripristino delle condizioni cliniche preesistenti”.

“Siamo più sollevati, c’è un miglioramento. Siamo fiduciosi” ha detto ai giornalisti Paolo, il fratello dell’ex-premier tornato stamane in visita al San Raffaele insieme ai figli di Berlusconi Marina, Luigi e Pier Silvio. Presente anche la compagna del leader di Forza Italia Marta Fascina. In visita anche il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri: “C’è preoccupazione, ma siamo più ottimisti. L’ho visto molto meglio”.

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