Vertice Italia-Africa: Meloni, “impossibile ragionare di futuro senza il Continente africano”. Piano Mattei, interventi concreti su istruzione, salute, energia e acqua

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(foto governo.it)

“L’Europa e il mondo intero non possono ragionare di futuro senza tenere in considerazione l’Africa”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aprendo il Vertice Italia-Africa in Senato. Presenti Capi di Stato e di governo delle Nazioni africane, tra i quali i presidenti della Repubblica del Congo, Denis Sassou Nguesso; del Ghana, Nana Akufo-Addo; del Kenya, William Ruto; del Mozambico, Filipe Nyusi; del Senegal, Macky Sall; della Somalia, Hassan Sheikh Mohamud; e della Tunisia, Kais Saied. E ancora i premier dell’Etiopia, Abiy Ahmed Ali; del Governo di unità nazionale in Libia, Abdul Hamid Dbeibeh, e i vertici dell’Unione Africana e dell’Unione Europea.

Vertice Italia-Africa: Meloni, "impossibile ragionare di futuro senza il Continente africano". Piano Mattei, interventi concreti su istruzione, salute, energia e acqua
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Scelta

“Vogliamo fare la nostra parte – ha sottolineato la premier Meloni -. L’Africa avrà quindi un posto d’onore nell’agenda italiana di presidenza del G7”. Questa “è una “scelta di politica estera precisa, nella consapevolezza che sia “possibile immaginare e scrivere una pagina nuova nelle nostre relazioni. Una cooperazione da pari a pari, lontana da ogni tentazione predatoria e da un approccio caritatevole”.

Condivisione

Con questo approccio il governo italiano intende sviluppare il Piano Mattei, dal nome dell’ex comandante partigiano e fondatore dell’ENI, Enrico. “Il Piano Mattei – ha rimarcato Meloni – è un piano concreto di interventi strategici, concentrato su poche priorità di medio-lungo periodo: istruzione e formazione, salute e agricoltura, acqua ed energia”. Soprattutto “non è un piano calato dall’alto, come spesso avvenuto in passato. È una piattaforma programmatica condivisa. La condivisione è un principio cardine”. Il Piano “può contare su 5,5miliardi di euro tra crediti, operazioni a dono e garanzie. Circa 3 miliardi dal fondo italiano per il clima e 2,5 miliardi e mezzo dal fondo per la Cooperazione allo sviluppo”.

Esigenze

Questo certo non basta, ha rilevato Meloni, “per questo vogliamo coinvolgere le istituzioni internazionali a altri Stati donatori”. Così come decisivo per far funzionare “un Piano così ambizioso”, sarà “il coinvolgimento di tutto il Sistema Paese nel suo complesso, a partire dalla cooperazione allo sviluppo e dal settore privato”. Settore decisivo quello dell’energia, che vede in Africa un ruolo di primo piano storico e attuale dell’ENI. “Usare l’energia come chiave di sviluppo – ha rimarcato Meloni – significa mettere insieme due esigenze: quella africana di sviluppare questa produzione e di generare ricchezza” per quei Paesi e “quella europea di garantirsi nuove rotte di fornitura energetica”.

Pilota

L’Italia ha individuato alcune nazioni dei quadranti nordafricano e subsahariano per far partire “progetti pilota”: un grande centro di formazione professionale sull’energia rinnovabile in Marocco, progetti sull’istruzione in Tunisia e altri per l’accessibilità alla sanità in Costa d’Avorio. Meloni ha annunciato presto interventi in partenariato anche in Algeria, Mozambico, Egitto, Repubblica del Congo, Etiopia e Kenya. Capitolo importante quello delle migrazioni, per Meloni cruciale e “garantire il diritto a non dover essere costretti a emigrare, a recidere le proprie radici. Questo lo vogliamo fare, combattendo una guerra contro gli scafisti e allo stesso tempo offrendo alternative in Africa, con la formazione, il lavoro e percorsi di migrazione legale”.

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