Test psicologici per i magistrati. Magistratura area protetta dalla sinistra dai tempi di Togliatti

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(foto Sora Shimazaki da Pexels)

Il governo ha approvato un decreto che introduce i test psicoattitudinali per i magistrati. Per il centrodestra non si tratta di dare la caccia ai matti, ne’ di interferire nelle decisioni di giudici e pm, la cui autonomia resta intatta, semplicemente viene introdotto un test per verificare se il livello di equilibrio è compatibile con una professione che si occupa della cosa più importante degli uomini, la libertà. Quanto quello che già avviene per altre categorie sensibili, come forze dell’ordine e piloti di aerei.

Ma la polemica è subita scoppiata. Si lamenta la magistratura che ritieni di avere già gli anticorpi al suo interno. Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri dice provocatoriamente di allargare allora i controlli a chi governa, compresi test per alcol e droga “perché uno che è sotto l’effetto di stupefacenti non solo fa ragionamenti alterati ma può anche essere sotto ricatto”. Non dice però se questi ulteriori test andrebbero applicati anche ai magistrati…

Le critiche più dure vengono comunque dalla sinistra che sin dai tempi di Palmiro Togliatti considera la giustizia una sua area protetta, che soprattutto nel primo dopo guerra, in piena guerra fredda, doveva fare da contrappeso al potere della Dc.

Fu Palmiro Togliatti che ebbe come primo collaboratore, Gaetano Azzariti, quando era ministro della Giustizia nel governo Bonomi, e decreto’ l’amministrazione nel 46, a capire come fosse fondamentale quella parte delle istituzioni.

Azzariti prima di approdare a Togliatti fu a capo del Tribunale della razza nel regime fascista ed alla fine arrivò nel 61 al vertice della Corte Costituzionale. Lui che conosceva bene tutto l’apparato della magistratura consigliò Togliatti nella sua ristrutturazione.

Ora che venga toccato un luogo sacro della sinistra proprio dalla destra viene considerato come inaccettabile.

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