Europa: il piano rivoluzionario di Mario Draghi, cambiamenti radicali per una nuova era

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Draghi
(foto governo.it)

Per un’Europa più forte servono le idee nuove di un forte conoscitore del Continente. Mario Draghi, ex presidente del Consiglio e della Banca centrale europea, presenta un piano visionario per un’Europa più competitiva e integrata. In un discorso alla conferenza sul pilastro dei diritti sociali a La Hulpe, non lontano da Bruxelles, Draghi ha sottolineato la necessità di un cambio radicale nell’approccio dell’Unione europea per affrontare le sfide del mondo contemporaneo.

Strategia

“I nostri rivali ci stanno precedendo, perché possono agire come un unico Paese, con un’unica strategia e allineare dietro di essa tutti gli strumenti e le politiche necessarie. Se vogliamo eguagliarli avremo bisogno di una ridefinizione della nostra Unione, che non sia meno ambiziosa di quella dei ‘padri fondatori’ 70 anni fa”. Il piano Draghi propone una serie di cambiamenti fondamentali per rilanciare l’integrazione europea e preparare l’economia dell’UE a competere efficacemente sul palcoscenico globale. Draghi ha criticato l’attuale mancanza di una strategia chiara e ha sottolineato l’importanza di agire davvero come Unione per affrontare le sfide geopolitiche, tecnologiche ed economiche.

Tempo

“Il processo decisionale e i finanziamenti sono progettati per il mondo di ieri, quello pre-Covid, pre-Ucraina, pre-conflagrazione in Medio Oriente. Prima del ritorno della rivalità tra grandi potenze. Abbiamo bisogno di un’Ue adatta al mondo di oggi e di domani. Uno dei problemi principali è che non c’è tempo”. Decisivo un nuovo partenariato tra gli Stati membri per coordinare le politiche economiche e industriali, indispensabile per rilanciare l’industria europea, garantire la leadership nelle nuove tecnologie e proteggere le industrie tradizionali dall’asimmetria competitiva. Di qui la proposta un piano industriale europeo, a partire da un maggiore coordinamento nella difesa e nell’approvvigionamento energetico per garantire sicurezza e indipendenza dell’UE.

Strumento

Draghi ha enfatizzato l’importanza di un’Unione europea forte e coesa che possa agire come un’unica entità per affrontare le sfide globali. “Data l’urgenza della sfida che ci troviamo ad affrontare – rimarca Draghi – non possiamo permetterci il lusso di ritardare le risposte a tutte queste importanti domande fino alla prossima modifica del Trattato. Per garantire la coerenza tra i diversi strumenti politici, dovremmo essere in grado di sviluppare ora un nuovo strumento strategico per il coordinamento delle politiche economiche. E se dovessimo scoprire che ciò non è fattibile, in casi specifici, dovremmo essere pronti a considerare di procedere con un sottoinsieme di Stati membri”.


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