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lunedì, 27 Maggio 2024

Draghi si candida a guidare l’Europa. Rischio di un Colle-bis

Supermario torna in campo e con il discorso di Le Hulpe, in Belgio, durante un conferenza sui diritti sociali, espone una sorta di manifesto presidenziale.

Non solo in America, quindi, anche in Europa vanno di moda gli ottantenni o quasi. Draghi sulla soglia dei 78 anni, anziché fare il nonno sogna di cambiare radicalmente l’Europa, con profonde riforme. Lancia una traccia, un corridoio per cambiare le regole del gioco. L’Unione è modellata su scenari vecchi, architetture di un altro secolo. “Il mondo sta cambiando rapidamente e ci ha colti di sorpresa”. Le due guerre e non solo quelle richiedono strumenti nuovi ed un nuovo spirito comune al di sopra degli interessi di parte.

I toni asciutti e decisi si contrappongono alle incertezze di Ursula von der Leyen davanti alle guerre in Ucraina e Medio Oriente, che ha visto riemergere le rivalità tra le grandi potenze, con un Europa non sempre unita e comunque ai margini delle scelte strategiche. E dunque la svolta deve avvenire presto, perché il ritardo con Usa e Cina è già troppo ampio e relega l’Europa in un angolo.

Draghi parla con audacia, con una mossa a sorpresa che ha colto molti di sorpresa. Ma cosa succederà? Il rischio maggiore è quello di essere uscito troppo presto e di correre il rischio di un Colle-bis, come nel 2022, quando fu bruciato dai partiti la sua corsa al Quirinale.

E si ritorna ai partiti, perché pure in Europa Draghi non fa parte di quelle forze, Ppe, socialisti e liberali che, secondo i sondaggi, paiono riconfermati a guidare la prossima legislatura. Gli appetiti sono tanti, soprattutto dei socialisti, che vorrebbero un propio uomo al guida della coalizione. Poi Ursula, che seppure affaticata, rimane forse la più accreditata a succedere a se stessa.

Secondo la Meloni si deciderà tutto soltanto dopo il voto. Infatti molto dipenderà anche dalla forza di Macron, grande sponsor di Draghi, che rischia di uscire ridimensionato dal voto e dal tedesco Olaf Scholz, che rischia ancora più grosso.

I tempi appaiono comunque lunghi. Il candidato presidente della Commissione deve prima essere indicato dal Consiglio Ue. è solo dopo votato dall’Europarlamento. I giochi sono aperti…Non essere di nessuno potrebbe essere un vantaggio ma anche rivelarsi fatale.

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