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venerdì, 14 Giugno 2024

Case green: parte direttiva UE per la riqualificazione patrimonio edilizio. In Italia la Valle d’Aosta guida classifica della sostenibilità

La recente direttiva europea sulle “case green” mira a ridurre progressivamente le emissioni di CO2 prodotte dal parco immobiliare del Continente e a raggiungere l’obiettivo della totale decarbonizzazione entro il 2050. Il primo step sarà ridurre in maniera netta il consumo energetico e le emissioni di gas inquinanti riconducibili a case e palazzi entro il 2035. Un importante processo di riqualificazione del patrimonio edilizio europeo e di miglioramento dell’efficienza energetica. Un salto concreto verso la sostenibilità, a cui in Italia si oppongono i partiti della maggioranza di centrodestra.

Attestati

Con lo slogan “mai le mani nelle tasche degli italiani” si rinuncia di fatto ad avere edifici più efficienti, bollette più leggere e un decisivo taglio alle emissioni, con un contributo concreto nella lotta contro il cambiamento climatico e per la sicurezza energetica. Ma al di là delle resistenze della politica, qualcosa si sta già muovendo verso la diffusione di case più sostenibili. La Valle d’Aosta è la prima regione d’Italia per case green, grazie ad un punteggio di 8,4 su 10. È prima per l’elevato numero di attestati di prestazione energetica APE (22,1%) – superiore alla media italiana di 14,3% di attestati – e per l’indice di consumo medio di energia rinnovabile (40,8 kWh/m2 anno).

APE

La classifica prende in considerazione variabili come gli APE green, che – come ricorda la guida di Acea Energia – deve contenere la classificazione energetica degli immobili, le emissioni di CO2 e gli indici di consumo medio di energia rinnovabile (EPgl,ren) e non rinnovabile (EPgl,nren). Secondo i dati raccolti dal Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE) il secondo posto va al Trentino-Alto Adige con uno score di 7,9. Al terzo si trovano la Lombardia – seconda per numero di attestati di prestazione energetica (20,7%) – e la Basilicata – quarta per APE (18,6%) e per l’impiego medio di energia rinnovabile (25,9 kWh/m2 anno) –, che totalizzano entrambe un 7,6 su 10. Subito sotto il podio le Marche (6,4) e il Friuli Venezia-Giulia (6). Seguono a pari merito Abruzzo (5,8) – caratterizzato da basse emissioni di CO2 e da un uso ridotto di energie non rinnovabili – e Veneto (5,8), penalizzato da un basso utilizzo di energia rinnovabile.

Rinnovabile

Seguono poi Piemonte (5,4) e Toscana (5). Al nono posto, entrambe con un punteggio di 4,9, Puglia e Umbria: la prima, grazie al rilascio di basse quantità di CO2 e la seconda, per l’alto valore di consumo medio di energia rinnovabile. Chiude la top 10 la Sicilia (4,7), prima per emissioni ridotte di anidride carbonica. Tra le regioni meno virtuose, ma con margini di miglioramento, la Calabria (4,4), l’Emilia-Romagna (4,1) – prima per utilizzo di energia non rinnovabile con 240,7 kWh/m2 anno, superiore alla media annuale italiana di 203,7 kWh/m2. Su Molise (3,8) e Lazio (3,1) pesa un numero estremamente ridotto di APE green rilasciati.




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