Enrico Berlinguer: Mattarella ricorda il segretario del PCI a 40 anni dalla scomparsa. “Stimato e popolare, capace di scelte coraggiose”

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Berlinguer
(foto Attilio Cristini Il ricordo di Enrico Berlinguer, su roccocordi.altervista.org da it.wikipedia.org)

Quarant’anni fa moriva Enrico Berlinguer, iconico segretario del Partito Comunista Italiano (PCI). Pochi giorni prima, il 7 giugno 1984, mentre teneva un comizio in piazza della Frutta a Padova, fu colpito da un ictus. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto ricordare la figura del politico amato dai propri militanti e rispettato dagli avversari. Enrico Berlinguer, ha rimarcato il Capo dello Stato, fu una “personalità stimata e popolare, capace di scelte coraggiose, che hanno rafforzato le basi della Repubblica e consolidato la crescita democratica del Paese”.

Popolo

Berlinguer è stato “leader del movimento comunista italiano in un decennio particolarmente difficile, che lo vide impegnato a difendere la Costituzione e la vita democratica da attacchi eversivi e dagli assalti del terrorismo. L’assillo della pace e della cooperazione internazionale lo condusse, nell’interesse del popolo, a proporre percorsi e scelte sempre più autonomi” dal movimento comunista internazionale, guidato dall’allora URSS. Per Mattarella: “Il suo contributo, ideale e culturale, ha concorso ad associare i lavoratori che si riconoscevano nel PCI a quel cammino di integrazione europea che l’Italia è stata capace di percorrere da protagonista”.

Eurocomunismo

Enrico Berlinguer era nato a Sassari il 25 maggio 1922. Attivo nell’antifascismo sardo, nel 1943 s’iscrisse al PCI. Nel dopoguerra fu tra i principali artefici della ricostituzione della sua organizzazione giovanile, la FGCI, che guidò fino al 1956. Nel 1962 entrò nella segreteria del PCI e divenne responsabile della sezione esteri. Eletto segretario generale del partito nel 1972, mantenne tale ruolo fino alla prematura scomparsa dodici anni dopo. Svolse un ruolo di grande importanza nel movimento comunista internazionale, con l’avvio di un processo di distanziamento dall’Unione Sovietica e l’elaborazione di un modello alternativo, che prese il nome di “eurocomunismo”. Nello scenario nazionale, teorizzò e tentò di realizzare, collaborando con il leader della Democrazia cristiana Aldo Moro, il “compromesso storico”. È ricordato inoltre per aver sollevato la “questione morale”, legata alla valutazione delle modalità di gestione del potere da parte dei partiti politici italiani. Sull’onda emotiva della sua prematura scomparsa, il PCI alle elezioni europee del 1984 superò per la prima e unica volta la Democrazia Cristiana. Con la sua segreteria nel 1976, il PCI aveva già ottenuto il suo massimo risultato elettorale, il 34,4%, secondo partito alle spalle proprio della DC.



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