
Il Fronte d’Azione Islamica (IAF), braccio politico della Fratellanza musulmana in Giordania, ha vinto le elezioni del 10 settembre. Ha ottenuto 31 dei 138 seggi della Camera dei rappresentanti, triplicando la sua rappresentanza. Secondo i media ufficiali l’affluenza alle urne è stata del 32%. Le elezioni si sono svolte sullo sfondo della guerra a Gaza e in un quadro di un’economia stagnante, tenuta in piedi da ingenti flussi di aiuti finanziari internazionali, e di una forte disoccupazione.
Origine
La Giordania è una monarchia costituzionale e la Costituzione attribuisce l’autorità esecutiva al re e al suo gabinetto. Re Abd Allah II, succeduto nel 1999 al padre re Hussein, si muove sul filo del rasoio, è alleato degli USA e mantiene relazioni diplomatiche con Israele sulla base del trattato di pace del 1994. Nell’aprile la Giordania ha abbattuto dei missili che sorvolavano il suo territorio, lanciati nell’attacco di rappresaglia dell’Iran contro Israele, dopo il bombardamento del consolato di Teheran a Damasco. Tuttavia, nell’opinione pubblica è diffusa un’ampia simpatia per i palestinesi, anche perché più della metà della popolazione è di origine palestinese.
Camionista
Il Fronte Islamico (IAF) è riuscito a capitalizzare la rabbia popolare per la guerra di Israele contro Hamas. Solo due giorni prima delle elezioni, un camionista giordano è stato protagonista di una sparatoria al ponte di Allenby, il valico tra la Giordania, Israele e i territori palestinesi della Cisgiordania. L’uomo ha ucciso tre addetti israeliani al terminal di frontiera ed è stato poi colpito dalle forze di sicurezza. Dopo l’attacco manifestazioni di giubilo si sono svolte ad ad Amman per ‘celebrare’ la sparatoria.
Polmoni
Murad al-Adaileh, segretario generale dell’IAF, ha detto all’agenzia Reuters che i risultati delle elezioni sono un “referendum popolare” per eliminare il trattato di pace con Israele e sostenere Hamas. “Il popolo giordano ci ha dato la sua fiducia e questa nuova fase aumenterà la responsabilità del partito nei confronti della nazione. I giordani forniranno sostegno finanziario ai palestinesi e saranno i loro polmoni nel cammino verso la liberazione e la realizzazione del loro diritto a uno Stato libero”. Re Abd Allah II, che ha il potere di nominare il governo e di sciogliere il Parlamento, si aspetta – secondo gli osservatori – maggioranze parlamentari che contribuiscano a proteggere la Giordania dai conflitti ai suoi confini e ad accelerare le riforme politiche e lo sviluppo del Paese.
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