Biden grazia Biden, “Hunter un perseguitato, volevano farlo a pezzi per colpire me”. E Trump pensa di sfruttare il precedente…

Aveva promesso di non interferire nei processi del figlio Hunter, 54 anni, e che non avrebbe mai adottato provvedimenti di clemenza. E invece, a 50 giorni dall’addio alla Casa Bianca, il presidente americano Joe Biden, 82 anni, ha firmato la grazia “piena e incondizionata” per il figlio spiegando la clamorosa mossa a sorpresa, in sostanza un voltafaccia, con la maturata convinzione da Presidente e da padre che Hunter è stato “perseguito in modo selettivo e ingiusto” su pressione dei suoi avversari politici.

Insomma una persecuzione politica, lo stesso argomento usato da Donald Trump per i suoi casi. “Hunter è stato preso di mira – ha spiegato Biden in una lunga nota diffusa dalla Casa Bianca – solo perchè è mio figlio e questo è sbagliato”. “C’è stato un tentativo di fare a pezzi Hunter, che è sobrio da cinque anni e mezzo. E nel tentativo di fare a pezzi Hunter, hanno cercato di fare a pezzi me”. “Adesso basta” si è sfogato il presidente. “Credo nel sistema giudiziario americano ma… Credo anche che la politica senza regole lo abbia infettato e abbia portato a un errore giudiziario”.

Hunter Biden – che ha accettato subito la grazia – era atteso da due sentenze nelle prossime due settimane col rischio del carcere. Il 12 in Delaware per aver acquistato illegalmente una pistola omettendo di dichiarare la sua dipendenza dagli stupefacenti e il 16 in California per aver evaso almeno 1,4 milioni di dollari di tasse tra il 2016 e il 2019, soldi che sono stati spesi – secondo l’accusa – in “droga, escort, sex club, hotel di lusso e proprietà in affitto, auto costose, vestiti e altri oggetti di natura personale”. Imputazioni, le ultime, per le quali Hunter aveva ammesso la propria colpevolezza confidando in una pena ridotta.

La grazia assegnata da un presidente degli Stati Uniti al figlio può costituire un precedente pericoloso se si considera l’uso che potrebbe farne il presidente eletto Donald Trump e, in questo quadro, se si può dar credito alle voci secondo cui all’indomani del 20 gennaio, dopo l’insediamento, il tycoon potrebbe procedere ad una grazia complessiva per tutti coloro che il 6 gennaio 2021 assaltarono Capitol Hill (per fermare la ratifica della vittoria di Biden alle presidenziali del 2020) e furono condannati per insurrezione. Non sembra un caso quindi che il primo commento di Trump alla mossa pro-Hunter di Biden contenga un riferimento proprio all’assalto a Capitol Hill: “La grazia data da Joe ad Hunter include anche gli ostaggi del 6 gennaio, che sono stati imprigionati per anni?” ha scritto il presidente eletto su Truth. A commentare la grazia di Joe Biden a Hunter è stato Donald Trump jr: “Sapevano tutti che lo avrebbe fatto. Lui lo avrebbe fatto solo quando non ci sarebbero state conseguenze elettorali per i Democratici” un post che è stato subito rilanciato da Elon Musk. (foto da New York Times)

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita
Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

Altro dall'autore

Segui in20righe come fonte preferita su Google

Imposta fonte preferita

Articoli più letti