“La situazione è molto delicata”: ne sono convinti i genitori di Cecilia Sala, la giornalista italiana reclusa da due settimane nel carcere di Evin a Teheran, che hanno chiesto il silenzio stampa per non complicare i tentativi politico-diplomatici in atto per la liberazione della figlia. Il riferimento è all’ipotesi di uno ‘scambio’ tra Cecilia e l’ingegnere iraniano Mohammad Abedini Najafabadi, accusato dagli Stati Uniti di aver fornito ai pasdaran tecnologia utile per i droni, arrestato il 16 dicembre a Malpensa. La liberazione del quarantenne ingegnere è stata sollecitata anche oggi nel corso dell’incontro che l’ambasciatrice d’Italia a Teheran Paola Amadei ha avuto al ministero degli Esteri di Teheran. L’Iran protesta per questo arresto definito “illegale e in linea con gli obiettivi politici americani” e si aspetta che “Roma rigetti la politica sugli ostaggi degli Stati Uniti e crei le condizioni per il rilascio” del cittadino iraniano. “Gli Usa prendono in ostaggio gli iraniani nel mondo, imponendo le loro leggi in altri paesi: questo non solo danneggerà i legami Iran-Italia, ma è contro le leggi internazionali” è la tesi sostenuta da Teheran secondo quanto riporta l’Irna.
Come si evince un delicato ‘caso’ internazionale che coinvolge Italia, Usa e Iran. Roma è stretta tra le pressioni iraniane perla liberazione di Mohammad Abedini con il ricatto sulla sorte di Cecilia Sala e quelle americane perchè all’ingegnere iraniano considerato “pericoloso” non vengano concessi i domiciliari (sulla questione deciderà la corte d’Appello a metà gennaio). Di qui la nota preoccupata dei genitori della giornalista italiana. “La fase a cui siamo arrivati – si legge nel loro messaggio – è molto delicata e la sensazione è che il grande dibattito mediatico su ciò che si può o si dovrebbe fare rischi di allungare i tempi e di rendere più complicata e lontana una soluzione. Per questo abbiamo deciso di astenerci da commenti e dichiarazioni e ci appelliamo agli organi di informazione chiedendo il silenzio stampa. Saremo grati per il senso di responsabilità che ognuno vorrà mostrare nell’evitare di divulgare notizie sensibili e delicate”. (foto da Virgilio Notizie)
Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.
Imposta in20righe come fonte preferita







