Trent’anni fa a Fiuggi la svolta di Fini, preludio della destra di oggi

A Fiuggi in una gelida giornata dell’inverno ciociaro trent’anni fa, il 27 gennaio del 1995, nasceva Alleanza nazionale, con la storica svolta di Fini rispetto al passato e al fascismo, una rottura che poi ha consentito a Fratelli d’Italia di potersi legittimamente considerare una destra democratica tanto da vincere le elezioni. Con la Meloni allora diciottenne diventata la prima donna premier in Italia.

A Fiuggi si intravedeva già il nuovo millennio e la volontà di lasciarsi alle spalle le ombre del novecento con le sue guerre, ma anche gli anni di piombo, il terrorismo e proiettare l’Italia verso un futuro da guardare con un certo ottimismo.

Ancora molti a sinistra si chiedono quanto sincero sia stato quel passaggio e se non sia stato solo frutto di opportunismo più che di reale cambiamento. Sono gli stessi che continuano anche oggi a martellare la Meloni con accuse di fascismo. La premier proprio oggi nella ricorrenza della Shoah ha condannato il fascismo come complice del nazismo nel genocidio.

Il quadro nel quale si muoveva Fini era ben diverso dall’oggi. Era appena finito lo tsunami di Tangentopoli che aveva spazzato via i partiti tradizionali ed Occhetto (che si definiva il nuovo Napoleone con D’Alema che se la rideva sotto i baffi) era stato sconfitto con la sua “gioiosa macchina da guerra” alle elezioni da Berlusconi alla guida della neonata Forza Italia, allora definita da molti commentatori “partito di plastica”. Anche la sinistra si stava trasformando, processo iniziato alcuni anni prima con il crollo del Muro. Occhetto con la svolta della bolognina avviò il processo che porterà il partito comunista nel marzo del 1990 a chiamarsi Pds (partito democratico della sinistra). Ma la sconfitta alle elezioni del 1994 porta alle sue dimissioni. Al suo posto subentra Massimo DAlema, che ricoprirà l’incarico fino al 1998, quando divenne premier. Fu poi Fassino a cambiare ancora il nome solo Ds a Firenze (democratici di sinistra) il 14 marzo sempre del 1998. Solo dal 2007 il partito al Lingotto di Torino diventa l’attuale Pd con Walter Veltroni che unendo la Margherita agli ex Pci con lo slogan obamiano “Yes, we can” intendeva dare vita ad un partito sullo stile dei dem americani, naturalmente a vocazione maggioritaria.

Fini aveva capito che il vento della storia stava cambiando. La destra non poteva rimanere prigioniera di se stessa. Del resto qualche tentativo era stato fatto in passato da Arturo Michelini che era stato alla guida del Msi dal 1954 al 1969 e dallo stesso Almirante che aveva provato a lanciare una Costituente di destra con monarchici, cattolici e liberali

Quando Fini tenne il suo discorso fu abilissimo nel cercare di trasformare senza tradire. Furono parole equilibratissime, un capolavoro politico quando parlò di Almirante come un figlio parla al padre ma anche quando un figlio sa di dovere seguire la propria strada. Cito’ Croce e il conservatorismo europeo, tracciò una linea che dalla destra sociale portava al popolarismo europeo.

Il passaggio di Fiuggi non fu un passaggio trasformistico tanto che la stessa sinistra corteggiò a lungo Finì quando dopo l’auto scioglimento di An per confluire nel Popolo della libertà sperava che abbandonasse Berlusconi. Cosa che avvenne ed inizio’ il declino di Fini. Ammagliato da mezze promesse, lui pensava addirittura al Quirinale, e stordito dai tulliani, i parenti della sua giovane moglie, perse la bussola, forse non solo quella politica. La casa di Montecarlo, per la quale all’inizio fu strenuamente difeso dalla stampa di sinistra, segno’ la sua fine politica. Un peccato…

Proprio dalle sue ceneri nascono Fratelli d’Italia che furono contrari a fare cadere l’accordo con Berlusconi. Così in pochi anni dal 2012, quando la Meloni poteva contare su un partitino del 4% e’ arrivata a palazzo Chigi. Ma senza Fiuggi oggi non sarebbe lì.

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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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