La Meloni nel mirino, c’è chi vuole colpirla per indebolirla sia sulla scena interna che internazionale

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Almasri
(foto account X Giorgia Meloni)

Già cinquecento anni fa il filosofo Giovanni Botero, autore “Della ragione di Stato” spiegava l’insieme delle priorità attinenti alla sopravvivenza e alla sicurezza dello Stato che “possono indurre il decisore politico a giustificare una azione illecita sotto il profilo del diritto internazionale o di quello interno in modo che i cittadini possano vivere in pace e prosperità”.

Nessun mistero, chi doveva valutare il caso Almasri ha deciso che trattenere per conto terzi su indicazione della Corte penale internazionale per reati non avvenuti in Italia uno dei più potenti capi di potenti bande libiche sarebbe stato un rischio molto alto per la sicurezza nazionale. Anche pericolo attentati, oltre ad un sicuro aumento di migranti.

Ma chi vuole colpire la Meloni? La sinistra non solo italiana vorrebbe abbatterla. Troppo influente anche sulla scena internazionale per la sua amicizia con Trump e la sua abilità a muoversi sulla scena europea, che potrebbe addirittura consolidarsi se in Germania dovesse essere il leader del della Cdu Merz (che ha dichiarato di ammirarla) a diventare cancelliere dopo le prossime elezioni.

Dietro il caso Almasri ci sono le manovre degli 007 tedeschi che hanno informato i giudici della Corte penale internazionale solo quando il libico era in Italia dopo aver tranquillamente passeggiato per mezza europa, germania compresa.

Poi c’è stato il cortocircuito, prevedibile visto la guerra in corso per la riforma tra governo e magistratura con una spruzzatina di fatti personali. Al procuratore Lo Voi il sottosegretario Mantovano aveva negato l’uso dei voli di Stato richiesti dal magistrato sulla tratta Roma-Palermo.

Intanto l’Aula della Camera rimane bloccata in attesa del chiarimento del governo, che come riferito da Ciriani vi sarà mercoledì o giovedì della prossima settimana.

La Meloni ed anche gli altri indagati hanno affidato la loro difesa alla leghista Bongiorno, mentre si sta discutendo su come proseguire, quale linea adottare in risposta alla magistratura e alle opposizioni, ovvero sul piano squisitamente giuridico e su quello politico.

Sì è anche svolto un vertice e a palazzo Chigi che ha visto compattarsi la maggioranza, come non si verificava da tempo, tanto che Salvini sì è proposto per l’informativa in aula, anche se probabilmente non sarà lui ad intervenire. Forse sarà proprio la Meloni a prendere la parola per ribattere alle accuse. Appare molto determinata a fare valere le proprie ragioni.

L’asso nella manica del governo è quello di mettere il segreto sulla vicenda. Soltanto la Consulta potrebbe opporsi.

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