
Irriverente e sempre attuale, così si potrebbe descrivere la grande personalità di Oriana Fallaci, giornalista e scrittrice italiana, prima donna italiana ad andare al fronte in qualità di inviata. Riscoperta e profondamente amata dai giovani delle ultime generazioni che ne apprezzano oltre gli scritti anche le più profonde e accattivanti interviste rilasciate nel corso della sua carriera, la grande scrittrice riprende vita attraverso le memorie lasciate nei suoi testi tramite le parole e la recitazione di Mariella Gravinese, giovane attrice di adozione romana che porta in scena per la prima volta a Roma il suo spettacolo “Oriana Fallaci- La vita coraggiosa di una donna straordinaria” presso il Teatro Tor Bella Monaca i giorni 13-14-15 Febbraio 2025 (info 06 2010579).
“Ci sono state persone che hanno lasciato un segno forte del loro passaggio; Persone di cui parliamo ancora nel presente e continueremo a parlarne nel futuro. Una di queste Persone è Oriana Fallaci. La domanda che spesso mi faccio è: quali parole posso usare per parlare di lei? E la risposta è sempre la stessa: solo lei può raccontare la sua storia ed io posso solo fare da tramite.” Così la Gravinese presenta il suo impegno nel vestire i panni di una donna all’epoca “scandalosa” che ad oggi risulta più attuale che mai nel suo impegno costante per i diritti delle donne, sulle questioni politiche e sociali che affliggevano e continuano ancora ad oggi a toccarci da vicino, una donna troppe volte giudicata solo per il suo ruolo crudo di giornalista senza freni”.
“Ho ‘conosciuto” Oriana fallaci – spiega Mariella Gravinese – quando a 17 anni ho letto LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO. Un testo che mi ha colpito tantissimo, intimamente. Ho pensato “che coraggio ha questa donna”. Sì, perché non è facile scrivere in maniera così chiara e lucida quello che una donna pensa o potrebbe pensare nel momento in cui sa di essere incinta, di diventare madre; perché è vero che non ci sono soltanto pensieri belli e positivi. Ci sono anche preoccupazioni, chi sarà questo bambino, riuscirò ad educarlo bene, sarò una brava mamma, sarò un bravo genitore?. Ecco, rimasi molto colpita e mi appassionai a lei. Incominciai a leggere altri suoi libri e scoprii che aveva una scrittura straordinaria, forte, chiara, onesta. continuai ad appassionarmi sempre di più. Non è semplice raccontare Oriana Fallaci (…) Anni fa un famoso cantautore italiano la definì “la giornalista che ama la guerra”. Sorrisi leggendo questa definizione. Oriana Fallaci? Colei che è cresciuta durante la guerra? Colei che ha incominciato a odiare la guerra proprio durante la sua infanzia e adolescenza? Colei che si è sempre battuta contro il Potere, quel Potere che uccide la libertà? Allora mi sono chiesta: in che modo scrivere un testo che racconta Oriana Fallaci? E la risposta che mi sono data è: raccontarla con le sue parole. Il testo drammaturgico, dunque, è il raccordo di parti di tredici suoi libri. Come “nasce” Oriana Fallaci? Per saperlo dobbiamo partire dal momento del suo concepimento, dal suo ambiente familiare, dai suoi studi al liceo, dai suoi esordi nel giornalismo, dal rapporto con i suoi colleghi giornalisti. E poi l’amore, il dolore, la morte, la vita. Raccontare la donna Oriana Fallaci. Raccontarla non solo a chi per età l’ha vissuta, mentre era ancora in vita, ma soprattutto ai giovani, agli adolescenti, perché lei è un esempio di coraggio, di determinazione e di onestà intellettuale. E’ chiaro che questo è il mio punto di vista, è la mia verità. Ma come scrive la Fallaci in uno dei suoi libri più famosi: “Quasi che intuire una verità non aprisse interrogativi su una verità opposta, ed entrambe non fossero valide.” (nella foto Mariella Gravinese)
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