Dazi, con stangata Trump finita epoca connubio tra America ed Europa. Il problema dell’Iva

Quella di ieri con l’annuncio di Trump dell’ “Independence day” che ha portato alla stangata sui dazi, con tariffe al 20% per l’Europa “faremo pagare la metà di quello che paghiamo noi”, segna una giornata storica.

Prima c’era stato l’immediato dopoguerra che aveva visto America ed Europa legate strettamente quasi in simbiosi in tutti campi con la Nato e l’opposizione al mondo dell’Unione Sovietica che portò agli anni della guerra fredda. Con l’Italia dove gli americani vedevano più presente il pericolo comunista considerata “Repubblica protetta”. Cosa che comportò tante conseguenze, alcune positive con il famoso piano Marschall che portò al boom economico ma anche ricadute negative dirette o indirette sul terrorismo e le stragi.

Poi fu la volta della caduta del muro di Berlino che determinò un cataclisma a livello geopolitico ed economico con il grande impegno economico della Germania per la sua riunificazione.

Infine la guerra di Putin in Ucraina tendente a riprendere territori del vecchio impero comunista, che sta scuotendo tutta l’Europa anche in vista di nuove mire espansionistiche del nuovo Zar.

Così Trump, come aveva annunciato, ha deciso di spezzare il cordone ombelicale con l’Europa, che ora dovrà necessariamente ripensare a se stessa in vista di una nuova stagione, non di avversione ma più indipendente.

Sarà un bene o un male per il vecchio continente e per l’America stessa? Difficile per non dire impossibile fare previsioni sicure in campo economico, perché le variabili sono innumerevoli e spesso si sommano tra loro. Certo saranno i mercati, quelli reali e quelli finanziari a fornire le prime risposte. Ma ci vorrà tempo per capire gli andamenti strutturali.

Tutti gli economisti sostengono che i dazi non fanno bene né a chi li mette né a chi li subisce, quindi prevedono che prima o poi si tornerà indietro al libero mercato. Ma i tempi della globalizzazioni sembrano giunti al termine e quindi bisognerà aspettare per valutare i nuovi equilibri e soprattutto se Trump sarà riuscito a fare riprendere l’economia del suo paese.

Poi bisognerà vedere quale sarà la risposta dell’Europa e dei singoli paesi e se ci saranno margini per trattative. In America ad esempio non esiste l’Iva (che di fatto finisce a detta degli americani per essere una sorta di barriera) ma la Sales tax, molto inferiore e che non viene applicata a cascata ma solo nell’ultimo passaggio della distribuzione.

Il Corriere ha ben centrato la questione sollevata da Trump. Donald non vorrebbe che noi togliessimo l’Iva ai beni americani o che la riducessimo. L’ha calcolata come una barriera perché, sostiene, una tassa così elevata riduce i consumi interni dell’Europa (In Italia non si paga Iva sulle esportazioni) e spinge i prodotti europei verso il mercato americano. In pratica Trump ritiene che manchi reciprocità “Le barriere non tariffarie includono le politiche e le pratiche economiche interne dei nostri partner commerciali, tra cui le pratiche valutarie e le imposte sul valore aggiunto, e le relative distorsioni di mercato, che sopprimono i consumi interni e aumentano le esportazioni verso gli Stati Uniti”.

I prossimi mesi saranno decisivi sia per Trump che per l’Europa che per l’Italia dove tutti dovranno confrontarsi con un nuovo ordine economico e con le sue inevitabili sorprese.


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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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