
La sicurezza nell’Oceano Indiano è una questione chiave per l’India del premier Narendra Modi. Anche nell’era Trump, Nuova Delhi intende confermare il ruolo di potenza decisiva del cosiddetto “Sud del mondo”, in un ordine internazionale da confermare come multipolare. Modi, in visita ufficiale nel vicino Sri Lanka, ha firmato accordi in materia di energia e di difesa con il presidente Anura Kumara Dissanayake, che ha vinto le elezioni pochi mesi fa alla testa del movimento Potere Popolare Nazionale, con l’obiettivo di porre fine al declino dello Sri Lanka. L’India, il Paese più popoloso del mondo, punta a diventare entro il 2030 la terza più grande economia a livello globale.
Cooperazione
Gli accordi sono visti dagli osservatori come un impegno a consolidare l’influenza di Nuova Delhi nella vicina nazione insulare dell’Oceano Indiano, fortemente indebitata con la Cina. L’intesa quinquennale di cooperazione in materia di difesa prevede la formazione del personale militare dello Sri Lanka in India e lo scambio di informazioni e tecnologie. I due Paesi collaboreranno alla sicurezza nell’Oceano Indiano nel quadro del Colombo Security Conclave, che comprende anche Bangladesh, Maldive e Mauritius. “Sono grato al presidente Dissanayake – ha affermato Modi -per la sua sensibilità verso gli interessi dell’India. Crediamo di avere interessi di sicurezza condivisi. La sicurezza di entrambi i Paesi è interconnessa e co-dipendente. Questa visita ha riaffermato i profondi legami culturali, spirituali e civili tra le nostre due nazioni”.
Solare
Il leader di Colombo ha confermato: “Il territorio dello Sri Lanka non potrà essere utilizzato da nessuno per minare la sicurezza dell’India. Questi accordi rappresentano un significativo passo avanti nel promuovere legami strategici ed economici. Sono fiducioso che la nostra continua partnership produrrà notevoli benefici per la nostra gente”. Sul fronte energetico avviato il completamento di una centrale solare da 50 megawatt con un finanziamento dell’India. Situato nel distretto nord-orientale dell’isola a Trincomalee, l’impianto solare era fermo da anni. Attualmente la Cina è il maggiore creditore bilaterale dello Sri Lanka, con oltre la metà del debito di 14 miliardi di dollari esistente nel 2022 al momento del default del debito sovrano.
Ristrutturazione
Il crollo economico e la lotta alla corruzione sono stati punti decisivi per la vittoria elettorale del presidente di sinistra Dissanayake, che ora deve destreggiarsi in un delicato gioco di equilibrio tra Nuova Delhi e Pechino. A fronte degli aiuti finanziari e materiali offerti dall’India, Colombo deve concordare con la Cina la ristrutturazione dei prestiti. Subito dopo la sua elezione, la prima missione internazionale di Dissanayake è stataa dicembre scorso a Nuova Delhi, seguita a gennaio da una visita a Pechino, con l’annuncio di un accordo con una società statale cinese per un investimento da 3,7 miliardi di dollari in una raffineria di petrolio nel sud dell’isola.
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