Con la benedizione di Ursula Von der Leyen che conferma uno stretto coordinamento tra Roma e Bruxelles la Meloni vola a Washington giovedì per incontrare Trump e trattare sui dazi e non solo.
Come ha ben scritto Folli su Repubblica e’ la missione di gran lunga più importante del suo mandato. E’ rischiosa non soltanto perché, banalmente, la’ dove un suo esito positivo rafforzerebbe la Penisola, uno negativo la indebolirebbe. Ma anche perché un eventuale esito negativo lo sarebbe doppiamente, essendo l’Italia esposta con un’amministrazione americana che è entrata in un duro conflitto politico, economico e culturale con l’Europa. L’imprevedibilità di Donald certo non l’aiuta.
Una sorta di mission impossible. Ma la Meloni ci crede o prova a crederci. Già là disponibilità di Trump ad aprire colloqui con la Ue sarebbe un successo. Gli sherpa sono impegnati da settimane a preparare dossier sulle varie questioni.
Il desiderio della premier è chiaro, convincere l’amministrazione americana a sedersi al tavolo e valutare seriamente le proposte della Ue. Nessuno si aspetta che da questo bilaterale possa uscire la promessa di un azzeramento dei dazi, ma la Meloni potrebbe sfruttare l’attenzione e la simpatia che riscuote alla Casa Bianca per svelenire il clima e gettare le basi per aprire una nuova fase nei rapporti tra le due sponde dell’Atlantico. Insomma sarebbe importante rompere il ghiaccio e magari preparare un successivo summit tra Stati Uniti ed Ue, in cui suggellare la ripartenza di una storica alleanza.
E’ probabile che la Meloni usi la carta della volontà strategica di mantenere l’ancoraggio atlantico piuttosto che con la Cina. Insomma uscire dalla Studio Ovale con la disponibilità di Trump ad un confronto serio con Bruxelles sarebbe già un buon punto di partenza in vista di una possibile ripartenza.
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