Primo Angelus di Leone XIV: nuovo appello alla pace durevole e la profezia del coraggio

CITTÀ DEL VATICANO – “Leone, Leone!” urla Piazza San Pietro gremita. Oltre 300 mila persone si sono radunate oggi per il primo Angelus domenicale di Papa Leone XIV. E il nuovo pontefice, accolto già con l’affetto e l’istintiva fiducia che si riserva ai “papi buoni”, ha risposto con parole forti, accorate, semplici: parole di pace. Ha parlato solo in italiano, ha cantato in latino, ma soprattutto ha gridato – di nuovo – al mondo la sua richiesta disperata: “cessate il fuoco”, “restituite i bambini ai loro genitori in Ucraina”, “costruite una pace duratura”.

Le guerre

Con il volto teso, ha ricordato le sofferenze del popolo ucraino, ha chiesto ai grandi della terra di “non voltarsi più”, ha condannato la “terza guerra mondiale a pezzi”, citando il suo predecessore Papa Francesco. Nel suo discorso, ha ricordato l’80° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, esprimendo preoccupazione per la situazione attuale e ribadendo l’appello: “Mai più la guerra”. Non è mancato il riferimento a Gaza: il Papa ha chiesto la liberazione immediata degli ostaggi, il cessate il fuoco, e un passaggio sicuro per gli aiuti umanitari. Un appello accorato per chi oggi muore di fame nella Striscia. Con sollievo ha anche accolto la notizia di un cessate il fuoco tra India e Pakistan: che non sia effimero, ma durevole.

La pace

La parola “pace” ha attraversato tutto il discorso, scandita come un mantra, come una speranza tenace, con coraggio. E ha detto “giovani, non abbiate paura”, rivolgendosi alle nuove generazioni. “Ciascuno sia pastore secondo le proprie possibilità”. Camminiamo tutti nell’amore per la verità, senza paura. Infine, il Pontefice ha rivolto un pensiero tenero alle madri: oggi, festa della mamma in molti Paesi, compresa l’Italia. “Auguri a tutte le mamme in piazza”, ha detto sorridendo. Quando ha fatto per andarsene, la piazza lo ha richiamato. “Leone! Leone!”. Si è voltato, ancora una volta, e ha salutato di nuovo – commosso, quasi sorpreso.

Papa buono, teologo e coraggioso

Nel suo primo Regina Coeli, Papa Leone XIV ha dato voce a una visione che unisce memoria, concretezza e profezia. In molti vedono in lui l’empatia e il linguaggio diretto di Giovanni XXIII, il “Papa buono”; la profondità teologica e il coraggio diplomatico di Paolo VI; e l’umanità aperta al mondo e il grido degli ultimi di Papa Francesco. Ha parlato di pace, ma con una gravità nuova, senza retorica. Ha mostrato vicinanza ai popoli feriti, ma senza sconti ai potenti. Ha chiesto disarmo, giustizia e coraggio giovanile, con un linguaggio semplice ma profondo. È come se Leone XIV stesse cercando di ricucire i fili spezzati di un’umanità in frantumi, usando come ago e filo proprio il cuore del Vangelo.

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Oriana Mariotti
Oriana Mariotti
Giornalista pubblicista dal 1997. Esperta di comunicazione a 360° ha partecipato alla nascita di Virgilio.it (Matrix), ex manager Gruppo Fiat e Gruppo L’Espresso. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Roma LUMSA.

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