Referendum-flop, esulta il governo e a sinistra ci si interroga sul ‘regalo’ alla Meloni

Niente quorum per i referendum: solo un italiano su tre si è recato alle urne e mentre il governo esulta “(Altro che sfratto!”), a sinistra c’è amarezza non solo per le dimensioni di un risultato per altri versi scontato ma anche per i numeri del quesito sulla cittadinanza (un 40% di no, contro l’85% di no sui quesiti sul lavoro) e c’è chi parla di “serio errore” e di un grosso regalo fatto alla Meloni. Quel dato del 30% sull’affluenza ha scatenato mugugni soprattutto nel Pd dove l’ala riformista non ha esitato ad attaccare la Schlein, per esempio con Pina Picierno, eurodeputata e vicepresidente dell’Eurocamera, che parla di una “sconfitta profonda, seria, evitabile”.

“Purtroppo un regalo enorme a Giorgia Meloni e alle destre. Fuori dalla nostra bolla – commenta la Picierno su X – c’è un Paese che vuole futuro e non rese di conti sul passato. Ora maturità, serietà e ascolto, evitando acrobazie assolutorie sui numeri». Sempre a sinistra ma all’esterno del Pd l’affondo di Matteo Renzi secondo il quale il “referendum è fallito per quesiti ideologici”, dunque un risultato che non è una sorpresa. Accusa il colpo anche Maurizio Landini, del comitato promotore dei referendum, che però vede un bicchiere mezzo pieno nei 14 milioni di italiani che si sono recati alle urne: “Il nostro l’obiettivo – ha commentato il segretario della Cgil – era raggiungere il quorum, è chiaro che non lo abbiamo raggiunto. Oggi non è una giornata di vittoria. Contemporaneamente gli ultimi dati ci dicono che sono oltre 14 milioni le persone che hanno votato nel nostro paese: un numero importante, un numero di partenza. I problemi che abbiamo posto con i referendum rimangono sul tavolo”.

Per contro il governo esulta, tra i primi a farlo Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario e braccio destro di Giorgia Meloni: “Le opposizioni hanno voluto trasformare i 5 referendum in un referendum sul governo Meloni. Il responso appare molto chiaro: il governo ne esce ulteriormente rafforzato e la sinistra ulteriormente indebolita”. Il leader di Forza Italia Antonio Tajani non ha dubbi: “È stata una sconfitta della sinistra e dell’opposizione che voleva tentare l’assalto al governo utilizzando il grimaldello dei referendum. La cosa – aggiunge – è andata male, il governo si è rafforzato, l’opposizione si è indebolita”. Di “enorme sconfitta per una sinistra che non ha più idee e credibilità e che non riesce a mobilitare neanche i propri elettori” parla Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega”. “Cittadinanza accelerata? – incalza il vicepremier – idea sbagliata e bocciata pure quella, servono semmai più controlli e più buon senso. E sulla clandestinità, continuare a ridurre sbarchi e aumentare espulsioni. Gli italiani hanno scelto, evviva la democrazia”.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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