Alle 3 di questa notte Israele ha dato in via all’operazione battezzata ‘Rising Lion’ (Leone nascente) colpendo i siti nucleari iraniani e uccidendo i vertici militari e dei Pasdaran, sorpresi nel sonno. Un’operazione preparata dal governo Netanyahu e dall’Idf come una vera e propria ‘guerra’ contro il nemico storico dello stato ebraico per infliggere agli ayatollah quello che è stato già definito il colpo più duro mai assestato a Teheran dal conflitto con l’Iraq nel 1980. Duecento i caccia in azione per annichilire il piano di riarmo iraniano centrato sull’uranio arricchito necessario per la costruzione di una quindicina di ordigni atomici. Cosa che Israele ha sempre detto di non poter permettere, appoggiata in questo dal presidente Trump e supportata dall’ultima denuncia dell’Aiea sulle violazioni compiute da Teheran in materia di produzione di uranio arricchito. Strike aerei affiancati da operazioni del Mossad sul terreno. Circa un centinaio le vittime finora accertate. Si è trattato di una serie di attacchi, definiti ‘preventivi’ da Israele, lanciati nella notte contro impianti nucleari, come la centrale di Natanz, aeroporti e strutture militari, fabbriche di missili balistici e di droni (quelli che il regime degli ayatollah fornisce a Mosca per la guerra contro l’Ucraina), bunker e abitazioni di scienziati e alti gradi militari delle forze armate e dei Pasdaran, i Guardiani della rivoluzione khomeinista. Hanno perso la vita in questi attacchi il comandante delle Guardie della Rivoluzione, Hossein Salami e il capo di stato maggiore Mohammad Bagheri, già sostituiti dalla guida suprema della rivoluzione Khamenei che ha promesso ‘vendetta’ contro Israele facendo issare sugli edifici pubblici la bandiera rossa della rappresaglia e ordinando il lancio di trecento droni contro lo stato ebraico che si abbatteranno su Israele tra un paio d’ore, salvo quelli che verranno distrutti nel loro viaggio verso l’obiettivo, attraverso l’Iraq e la Giordania, dalla contraerea non solo israeliana. Ma l’operazione Rising Lion è appena agli inizi: secondo esponenti del gabinetto di Netanyahu potrebbe durare qualche settimana. Trump, preventivamente informato sull’operazione dal primo ministro israeliano, ha confermato che gli Usa “non sono coinvolti”. Sui raid ha aggiunto: “Attacchi pianificati con cura. I prossimi saranno ancora più brutali”. Alti ufficiali dell’Idf hanno spiegato così la portata dell’operazione: “L’aeronautica ha lanciato un attacco preventivo storico per eliminare questa minaccia esistenziale contro lo Stato di Israele. L’operazione è stata pianificata nel corso di una difficile guerra multi-frontale. Non si tratta di un’operazione: è una guerra, pianificata e condotta a 1.500 chilometri da casa. Per primi abbiamo eliminato i comandanti e gli scienziati. E’ una azione in evoluzione. Abbiamo scelto il miglior momento per noi e colpito il sito di Natanz, non l’avremmo fatto senza la certezza di poter portare a termine la missione”.
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