Alla fine Trump ha deciso e nella notte ha deciso di attaccare il famoso Fordow la cosiddetta montagna atomica che custodisce o custodiva a ottanta metri di profondità l’arsenale in grado di costruire la bomba atomica iraniana.
Con quella che e’ stata battezzata “operazione di mezzanotte” il Pentagono ha annunciato di avere distrutto il programma nucleare degli ayatollah e colpito tre siti Fordow, Natanz e Esfahan. Però l’Iran ha subito risposto che contrariamente a quanto affermato da Trump il sito nucleare di Fordow non ha subito gravi danni. Secondo i media iraniani gran parte dell’uranio precedentemente stoccato a Fordow era stato trasferito in un altra località segreta.
Israele invece sostiene che per quanto riguarda Nataz l’impianto sia stato completamente distrutto. L’intelligence sta valutando la situazione per i siti di Fordow e Isfahan. Da valutare l’effetto delle bombe americane visto la grande profondità dei siti nucleari. Servirà una valutazione finale per accertare se il programma nucleare sia stato del tutto distrutto.
Intanto la Tv iraniana ha riferito che il Parlamento è arrivato alla conclusione che lo stretto di Hormuz debba essere chiuso. Lo stretto di Hormuz è una rotta strategica per il trasporto di petrolio. Secondo il vicepresidente statunitense sostiene che si tratterebbe di una mossa suicida, perché distruggerebbe la loro stessa economia. “Perché dovrebbero farlo? Non credo abbia senso”.
Ora ci sono le incognite sugli sviluppi del conflitto, con Khamenei che risulta sparito da giorni, probabilmente ancora nascosto nel suo rifugio segreto con la famiglia. Soprattutto bisognerà vedere cosa succederà a Teheran nei prossimi giorni dopo le bombe da tredici tonnellate sganciate dai bombardieri Usa, una potenza di fuoco senza precedenti.
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