Già tese per l’aggressione all’Ucraina le relazioni tra Roma e Mosca si sono ulteriormente irrigidite per un attacco del ministero degli Esteri russo a Mattarella. Sul sito del ministero è infatti apparsa una lista di leader occidentali accusati di fomentare odio verso il Paese, definiti ‘russofobi’: per l’Italia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ma anche i ministri degli Esteri e della Difesa Tajani e Crosetto. Allargando lo sguardo all’Europa il sito cita frasi ‘russofobe’ di Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Merz oltre che di Ursula von der Leyen e del ‘ministro degli Esteri’ della Ue, Kaja Kallas. Immediata la protesta della Farnesina con Tajani che ha parlato di “provocazione” da parte di Mosca e ha convocato l’ambasciatore della Federazione russa. L’accusa di ‘russofobia’ al capo dello stato italiano – secondo il ministero degli Esteri di Mosca – si basa su un discorso da lui pronunciato il 5 febbraio scorso all’università di Marsiglia quando gli fu consegnata una laurea honoris causa, un discorso in cui Mattarella indicava come “della stessa natura” lo spirito che animava il Terzo Reich nel suo attacco all’Europa e quello della Russia di Putin verso l’Ucraina (curiosamente ma neanche tanto, il sito degli Esteri di Mosca si contiene nei confronti degli Usa: tra le decine di dichiarazioni di esponenti delle èlites occidentali bollate come russofobe, per gli Stati Uniti è riportata una sola dichiarazione da parte del senatore Lindsey Graham del 15 luglio scorso. Di Trump nessuna traccia). La protesta della Farnesina: il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani ha disposto la convocazione dell’ambasciatore della Federazione russa in Italia “per contestargli l’inserimento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di altre cariche istituzionali della Repubblica italiana in un elenco di presunti ‘russofobi'”, rende noto un comunicato. Tajani considera l’inserimento della persona del capo dello stato in questo elenco “una provocazione alla Repubblica e al popolo italiano”.
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