
Siamo nella fase della qualunque, con ognuno che dice la sua. Sia a livello di commentatori, ma cosa assai più rilevante e preoccupante da parte dei governanti europei.
I dazi li ha messi Trump e l’Europa ha dovuto giocare in difesa. Troppo? Si sa dell’imprevedibilità dell’inquilino della Casa Bianca e occorre tenerne conto. Se salta tutto che cosa succede? Da domani i dazi potrebbero schizzare non al 15% pattuito ma al 30%.
I giudizi sono contrastanti ma forse è inutile lagnarsi troppo, la partita non è chiusa perché ci sono i dettagli da sistemare, che poi tanto dettagli non sono in quanto si tratta di stabilire cifre differenti per certi prodotti come farmaceutica e agroalimentare su cui c’è ancora modo per fare qualcosa di diverso e rilanciare.
Le crisi come diceva anche Platone possono essere un momento di ripensamenti e di rigenerazioni. In politica la debolezza non aiuta e tantomeno la commiserazione.
Macron è il più critico. Ma quale strada offre? Far saltare tutto? Non si tratta di essere compiacenti con Trump ma solo di salvaguardare al meglio gli interessi dell’Europa.
La Von der Leyen è stata messa in croce in un ridicolo ribaltamento di giudizi, la presidente della Commissione è stata definita incapace e incompetente per avere ceduto a Trump proprio da chi tanto la apprezzava. Dall’altra parte viene compresa tra quelli che neanche la hanno votata.
Naturalmente puntuali sono arrivate critiche alla Meloni. Ma cosa avrebbe potuto fare se non agire con prudenza per evitare guai peggiori?
Poi se Macron non vuole davvero l’accordo ha le armi per fare saltare tutto. Con quali conseguenze per l’Europa non si sa. Inutile sparare bordate che servono a farsi male da soli in casa europea.
Un dato è certo il primo agosto e’ arrivato ed è il momento della verità.
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