Voto 2027, Meloni alle prese con legge elettorale e Schlein con i “galli nel pollaio”

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Manca ancora parecchio, ma in questa calda estate si comincia già a riscaldare l’aria in vista delle prossime elezioni politiche del 2027.

Elezioni importanti, forse le più importanti del nuovo millennio, perché il nuovo Parlamento dovrà scegliere il successore di Sergio Mattarella. Successore che in caso di vittoria della Meloni sarà il primo presidente della Repubblica di centrodestra. E potrebbe essere la stessa Meloni che avrà 52 anni e quindi potrebbe stabilire due primati. Primo presidente donna ed il più giovane.

Naturalmente le opposizioni sono terrorizzate da una simile eventualità e faranno di tutto per vincere loro ed evitare il problema.

Sulla carta il centrosinistra guidato dalla Schlein gode di maggiori opportunità di quante gliene vengano attribuite. Ma molto dipenderà dalla tenuta di un accordo tra Pd e M5S al quale dovranno aggiungersi i determinanti centristi Renzi e Calenda per completare il campo largo che ovviamente comprende la sinistra sinistra di Bonelli e Frantoianni.

Molto dipenderà anche dalla nuova legge elettorale, sempre se la Meloni riuscirà a disegnarla e farla approvare, con un ritorno al proporzionale che consenta al Pd l’opportunità di svincolarsi, pur restando alleato, dal M5S.

Ci sono comunque alcune considerazioni a partire dal dato storico che chi ha modificato la legge elettorale ha sempre perso. Poi il fatto più concreto è che con l’attuale normativa il centrosinistra sia convinto di vincere, almeno alla Camera, per via dei collegi uninominali al Sud. Anche la Lega e’ restia ad un cambiamento perché vede il pericolo di perdere i suoi seggi al Nord.

Va tenuto presente che la legge elettorale è una legge ordinaria, non costituzionale, e quindi può essere approvata a maggioranza dai due rami del Parlamento. Però anche su indicazioni europee non a ridosso del voto. Dunque se la Meloni vuole e può cambiare lo deve fare entro il 2026, altrimenti Mattarella potrebbe non firmare.

Nel tutto la Schlein sta dando prova di capacità politica, lasciando scorrazzare, anche se infastidita i suoi “galli nel pollaio”. A partire ovviamente da Conte, una vera spina nel fianco. Il ragionamento logico della politica a suo avviso dovrebbe prevalere. Se si vince c’è posto per tutti… Quello che Conte si può scordare e’ di fare il candidato premier. Per lui sarebbe pronto un bel posto al ministro degli Esteri, in quanto, come accaduto in passato, ex premier. Ma di ex premier c’è anche Renzi. Con in ballo anche il Quirinale, in caso di vittoria della Schlein, le varianti sono veramente tante.

Tanto si dirà e si scriverà, fioriranno sondaggi di tutti i tipi. La verità però si saprà solo all’ultimo. Centrodestra e centrosinistra sono separati, come sempre avvenuto, solo da qualche migliaio di voti, rispetto ai milioni di votanti.

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