
A Wall Street il colosso dei chip Nvidia ha superato le aspettative in termini di fatturato e di vendite future. Le Borse e gli investitori hanno tirato un sospiro di sollievo, proprio quando già si parlava di “bolla” finanziaria per tutto ciò che gira attorno all’Intelligenza artificiale (Artificial intelligence, AI). L’azienda più quotata al mondo (il mese scorso è diventata la prima a essere valutata 5 trilioni di dollari) è considerata un indicatore importante del boom dell’intelligenza artificiale e i suoi risultati influenzano il sentiment dei mercati.
Preoccupazioni
In una intervista alla BBC che aveva suscitato forti preoccupazioni, Sundar Pichai, capo di Alphabet la società madre di Google, aveva dichiarato che, sebbene la crescita degli investimenti nell’intelligenza artificiale abbia rappresentato un “momento straordinario”, l’attuale boom presenta una certa “irrazionalità”. Ma la terza trimestrale della società di Santa Clara in California, leader mondiale nel settore dei semiconduttori, ha segnalato un balzo negli utili, trainato dalla domanda di chip utilizzati nei data center di AI. E anche le previsioni per il quarto trimestre sono positive. Tutto a posto?, Bolla sgonfiata? Occorre andare cauti, anche se l’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, ha dichiarato: “Si è parlato molto di una bolla dell’intelligenza artificiale. Dal nostro punto di vista, vediamo qualcosa di molto diverso”.
Data center
In precedenza i timori avevano alimentato cali significativi delle principali Borse e non solo dell’indice S&P 500, il più importante indice azionario statunitense. I giganti mondiali della tecnologia stanno investendo molto nell’intelligenza artificiale, nella corsa per dominare il settore. Il quadro geopolitico resta imprescindibile, a partire dallo sviluppo o meno del dialogo tra Stati Uniti e Cina. Durante il recentissimo US-Saudi Investment Forum a Washington, Huang si è unito a Elon Musk per annunciare la creazione di un enorme complesso di data center in Arabia Saudita, il cui primo cliente sarà proprio xAI, l’azienda di intelligenza artificiale del boss di Tesla.
Dot-com
Non era mancato nelle ultime settimane chi aveva ricordato la bolla speculativa “dot-com”, sviluppatasi tra il 1997 e il 2000 ai tempi del boom del business digitale attraverso Internet. Il valore medio delle aziende tech quasi raddoppiò, anche quando non facevano utili. Poi, lo stesso indice crollò, cancellando praticamente quella ricchezza sulla carta. Oggi la parola magica non è più Internet, ma AI. Farsi abbagliare è facile e l’entusiasmo collettivo è contagioso. Il rischio è di dimenticare i rischi nascosti di un business super costoso, che richiede tra l’altro investimenti enormi in energia e infrastrutture. In molti si sono arricchiti, altri corrono per non fare ‘tardi’, ma il rischio dello scossone resta dietro l’angolo. E allora al piccolo investitore casalingo, i broker più avveduti consigliano “calma e gesso”. Più che sui singoli titoli ‘cool’ del momento, meglio puntare su un ‘paniere’ di azioni che replichi magari l’andamento di un intero mercato, come quello americano o quello europeo. Se l’economia nel suo complesso cresce, cresce anche il valore dell’investimento. Senza mai dimenticare il fattore tempo e la capacità psicologica di restare investiti, anche quando il contesto esterno fa paura e il mercato scende.
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