
Fantapolitica, ma magari non troppo. La dottrina scassa Europa del tycoon potrebbe terremotare anche la politica italiana e allora una ipotetica maggioranza trumpian-putiniana (con il trattino o meno) potrebbe anche non essere soltanto una battuta. I temi di convergenza per un ipotetico esecutivo nero-giallo-verde ci sono e appaiono addirittura più di quelli che dovrebbero unire il cosiddetto Campo largo. Su Ucraina, lotta all’Europa matrigna, migranti e sicurezza le sintonie si sprecano.
Mix
Un mix tra populismo e sovranismo securitari, che aveva già vissuto una prima prova con il varo nel 2018 del governo Conte I, sorretto dalla coalizione tra M5S e Lega di Salvini. Oggi, quando escono le indiscrezioni sul ruolo dell’Italia nel quadro della nuova dottrina Trump, ecco uscire allo scoperto Giuseppe ‘Giuseppi’ Conte. Sull’Ucraina “l’Europa è completamente disorientata – afferma l’ex premier -, purtroppo avevano solo una linea: la vittoria militare sulla Russia. Il governo italiano, insieme ai governi europei, hanno fallito puntando sulla scommessa militare della vittoria dell’Ucraina a colpi di invii di armi e di spese militari”. Un’analisi che Conte sostiene fondata sul ‘realismo’ e che combacia con quella quotidianamente diffusa da Marco Travaglio: “E’ un fatto” che la Russia stia “consolidando ogni giorno una vittoria militare sul campo”. La conclusione è inevitabile: “Oggi l’unico processo negoziale in campo è quello proposto” da Trump, “che piaccia o no. Lasciamo che a condurre il negoziato siano gli Stati Uniti”.
Tandem
Un’attesa per il successo del tandem Trump-Putin, che si scontra frontalmente con l’invocazione alla “coesione europea” fatta da Elly Schlein. La segretaria del Pd ha indicato un percorso totalmente diverso: “Non sorprende – afferma -, ma preoccupa molto il plauso di Putin alla dottrina Trump, che contiene un attacco senza precedenti all’Unione Europea e inaccettabili minacce di interferenze politiche”. Schlein parla della UE come del “più grande esperimento di democrazia a livello mondiale”. Per non “essere schiacciata e messa al margine dalle grandi potenze che la circondano e che trovano un obiettivo comune nell’indebolirla”, l’Europa – sostiene la leader dem – deve fare “un salto in avanti di integrazione politica. L’Europa sarà federale o non sarà. L’interesse nazionale dell’Italia che l’Europa sia più unita, forte, autonoma. Il governo italiano non può far finta di nulla e anzi ammiccare in modo subalterno agli attacchi di Trump. Gli USA sono un alleato fondamentale, ma non è abbassando la testa che si sta in quest’alleanza e non è facendo i vassalli che si serve l’interesse nazionale”. Schlein non ha dubbi: “Noi continueremo a batterci per difendere l’autonomia europea e il modello sociale europeo che proprio non va giù agli autocrati. Noi continueremo a batterci per l’Europa federale, per la democrazia, per il welfare europeo e i principi dello stato di diritto. L’Europa va cambiata e non certo indebolita”.
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