
La Corte Suprema USA salva lo ius soli, uno schiaffo per Trump, già alle prese con la delicata e complessa strategia per uscire dalla guerra con l’Iran, ad appena quattro giorni per la festa del 4 luglio, che celebrerà l’indipendenza degli Stati Umiti, avvenuta 25O anni fa.
I giudici, in maggioranza conservatori, hanno bloccato uno dei provvedimenti simbolo del tycon, che voleva negare il passaporto ai figli degli immigrati. Il principio della birthright citizenship, il diritto di cittadinanza per chi nasce sul suolo americano, resta dunque uno dei pilastri dell’ordinamento costituzionale americano. La decisione conferma che un ordine esecutivo non può modificare la Costituzione, confermando una lettura consolidata da oltre un secolo di giurisprudenza.
Trump non l’ha presa bene “La Corte Suprema ha confermato la cittadinanza per diritto di nascita, il che è un male per il nostro paese, ma possiamo facilmente porvi rimedio al Congresso tramite una legge”. Facilmente? Trump sembra essere troppo ottimista o semplicemente confuso.
La sentenza consolida un principio che ha accompagnato la storia costituzionale americana dalla fine della guerra civile, il XIV emendamento, adottato dal 1868 per gantire cittadinanza piena agli ex schiavi e ai loro discendenti, continuerà a rappresentare uno degli strumenti fondamentali dell’uguaglianza davanti alla legge.
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