
”La vendetta per la morte di mio padre è richiesta dal nostro popolo e ci sarà”. Con un messaggio scritto la Guida Suprema dell’Iran Mojbata Khamenei giura vendetta contro Trump. Che risponde “Mille missili sono pronti a colpire l’Iran qualora dovessero uccidere o cercare di uccidere il presidente USA in carica, cioè io”.
Ancora “Gli ordini sono già stati impartiti e l’esercito statunitense è pronto a decimare e distruggere ogni area del paese”. Nel suo messaggio Mojbata afferma “Questi criminali, dei quali esiste un elenco completo, dal primo all’ultimo, porteranno nella tomba il desiderio di una morte tranquilla nel proprio letto” , ed aggiunge “Devono sapere che tutto questo non dipende dalla mia presenza o da quella di altri responsabili”.
Lo stesso Mojbata e’ rimasto ferito molto gravemente nel raid dove è morto il padre e c’è chi dice che abbia subito amputazioni e sia rimasto sfigurato. Dal giorno del bombardamento non è mai apparso in pubblico, nemmeno nel recente funerale del genitore Ali’ Khamenei. Anche se qualcuno ipotizza potesse essere presente, perché è stato individuato un uomo con una maschera durante la tumulazione.
Quindi odio dichiarato e non sanabile neppure da un’eventuale pace. Ma al di là di ferite personali insanabili continuano i contatti diplomatici. Le delegazioni dei due paesi si sono recate in Oman per continuare i negoziati tramite mediatori, nonostante il drammatico scambio di colpi che ha fatto saltare la tregua. Gli americani sono guidati dal vicepresidente J.D. Vance, gli iraniani dal ministro degli Esteri, Abbas Araghchi.
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