
Se la fibrillazione a destra è per preferenze, con la Meloni che pare intenzionata a riproporle al Senato, nonostante i rischi del caso, a sinistra e’ allarme rosso se la nuova norma venisse approvata.
Secondo il Nazareno la scelta dei candidati avvantaggerà la vecchia guardia, quella guidata dai cosiddetti cacicchi, in grado di spostare voti, ma più in generale favorirà l’area riformista, dove c’è chi sposta molti consensi.
Spiega a Libero Salvatore Vassallo, politologo e direttore dell’istituto Cattaneo “Se venissero reintrodotte le preferenze, si produrrebbero tre cambiamenti: nella competizione tra i leader, tra partiti della stessa coalizione e tra candidati dello stesso partito. Scatterebbe una rivalità triplice, tra leader, ma anche tra partiti, in quanto gli spostamenti di voti accadono quasi sempre tra partiti dello stesso schieramento,e tra candidati, in quanto le preferenze innescano una competizione tra chi è nella stessa lista”.
Secondo il politologo anche il M5S subirà contraccolpi “Conte rischia di vedere elette figure non controllabili”. La scelta dei candidati non sarebbe più nella mano dei leader o dei loro referenti, ma sarebbe affidata a persone che potrebbero imporsi in modo autonomo.
Intanto la Schlein è alle prese che il problema dei problemi per la sua coalizione, a parte come sarà la nuova legge elettorale, quello della leadership. A questo proposito pare avere chiare e decise “Ma quale passo indietro, la strada non cambia, e’ sempre la stessa, il candidato premier o è chi guida il partito che prende più voti oppure lo si scegli alle primarie”. Questa la sua risposta a quei dem che vorrebbero un passo indietro da lei e da Conte, ovvero che rinunciassero alla sfida nei gazebo per accertare che l’alleanza si presenti alle politiche non con un candidato premier, bensì con un nome di garanzia per tutto il campo largo, che in caso di vittoria del centrosinistra, non aspirerebbe di andare a palazzo Chigi.
Per i fedeli della segretaria quella del garante e’ una “supercazzola“, che finirebbe per avvantaggiare il centrodestra con la Meloni che farebbe tutta la campagna elettorale dicendo che con il centrodestra si sa chi governerà, con gli altri chissà.
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