Navalny sepolto sulle note di ‘My Way’. Fiori e cori anti-Putin ai funerali. Il messaggio d’addio della moglie Yulia

Aleksei Navalny, il più fiero oppositore di Vladimir Putin morto il 16 febbraio in un carcere duro in Siberia, è stato sepolto sulle note di ‘My Way’ di Frank Sinatra a Mosca, nel cimitero di Borisovskoye, a due passi dalla chiesa dell’icona della Madre di Dio ‘allevia i miei dolori’, nel quartiere di Maryno alla periferia della capitale russa, dove si sono svolti i funerali col rito ortodosso.

Una zona decentrata per volere del Cremlino preoccupato alla vigilia delle elezioni da una prevedibile massiccia partecipazione alle esequie di moscoviti anti-Putin, come è poi avvenuto. Una mossa mal riuscita, resa vana da centinaia di persone, almeno duemila, accorse per partecipare al rito all’esterno della chiesa, circondandola, dopo essersi messe in fila già da ore prima della cerimonia. La folla ha accompagnato poi il feretro verso il cimitero intonando cori, lanciando grida contro il presidente russo (‘Assassino’, ‘Russia libera’, ‘No alla guerra’), scandendo i nomi di Navalny e della moglie Yulia e deponendo fiori davanti alla chiesa presidiata fin dall’alba da imponenti forze di polizia in assetto anti-sommossa. Almeno 22 fermati all’esterno della chiesa, una cinquantina di arresti in diverse città della Russia dove alla stessa ora dei funerali si sono svolte manifestazioni pro-Navalny. Presente la mamma di Navalny, Ludmila. Non c’era la moglie Yulia per il rischio di essere arrestata dopo il j’accuse lanciato contro Putin davanti al Parlamento europeo.

Con un video postato su X sulla sua vita insieme, Yulia Navalnaya ha annunciato che porterà avanti la lotta che il marito ha condotto contro il regime dello zar del Cremlino. Un messaggio d’addio al marito: “Grazie per 26 anni di assoluta felicità. Sì – dice Yulia – anche degli ultimi tre anni di felicità. Per l’amore, per avermi sempre sostenuto, per avermi fatto ridere anche dal carcere, per il fatto che mi hai sempre pensato. Non so vivere senza di te, ma cercherò di renderti lassù felice per me e orgoglioso di me. Non so se riuscirò a sopportarlo oppure no, ma ci proverò. Ti amerò per sempre. Riposa in pace”.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita
Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

Altro dall'autore

Segui in20righe come fonte preferita su Google

Imposta fonte preferita

Articoli più letti