Il presidente americano (uscente) Joe Biden ha annunciato dalla Casa Bianca il cessate il fuoco in Libano tra Israele e Hezbollah che entrerà in vigore da domattina alle 10 (ora locale, le 9 italiane). Stesso annuncio e nelle stesse ore da parte del premier israeliano Benjamin Netanyahu. A corredo della ‘pax americana’ in Libano Biden ha aggiunto che a Hezbollah “non sarà più consentito di minacciare la sicurezza di Israele” e che “ora il cessate il fuoco va raggiunto anche a Gaza dove la popolazione sta vivendo un vero e proprio inferno”. Gli ha fatto eco Netanyahu aggiungendo che comunque Israele manterrà “la libertà d’azione nei suoi territori”. Un’altra sottolineatura da parte del premier israeliano è stata quella legata al comportamento di Hezbollah. E su questo Netanyahu è stato molto chiaro anche alla luce delle decine di razzi scagliati contro il territorio israeliano dai miliziani sciiti armati dall’Iran proprio nelle ore in cui veniva annunciata la tregua (razzi in risposta ai massicci bombardamenti da parte dell’Idf su Beirut). “Se Hezbollah viola l’accordo e tenta di armarsi, colpiremo. Se tenta di ricostruire infrastrutture terroristiche vicino al confine, se lancia razzi, se scava tunnel, colpiremo” ha scandito il premier nel discorso alla nazione. Le motivazioni della tregua secondo Israele? “Concentrarsi sulla minaccia iraniana, rinnovare le forze e i rifornimenti di armi, separare i fronti e isolare Hamas”. Dopo Biden ha parlato anche il Segretario di Stato americano Anthony Blinken che da Fiuggi a conclusione della riunione della riunione del G7 ha affermato che “l’accordo aiuterà a raggiungere la fine della guerra anche a Gaza”. “Il cessate il fuoco è un passo fondamentale verso la stabilità regionale” è l’opinione del premier libanese Najib Mikati espressa subito dopo l’annuncio della tregua tra Israele e Hezbollah.
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