Presunzione morale dei giudici. Si infiamma scontro su caso Almasri

A tenere banco da qualche giorno e’ il caso Almasri, con la sinistra che continua ad attaccare il governo per la sua liberazione.

Sotto i riflettori spunta Lang Magok Biel buttato nella mischia. Il sudanese, vittima delle torture patite in Libia,è andato in procura ed ha denunciato per favoreggiamento la premier Meloni, Piantedosi e Nordio. Per altro già indagati sulla questione dal procuratore Lo Voi.

Domani, con il Parlamento bloccato dalla scorsa settimana in attesa di un chiarimento da parte del governo chiesto a gran voce da tutte le opposizioni, interverranno in aula i ministri Nordio e Piantedosi. Un’anime il coro delle opposizioni “la Meloni scappa”, perché non risponde direttamente lei?

E se è battaglia sul fronte politico quello più caldo rimane lo scontro governo- magistratura. Mentre il primo è normale in un paese democratico, il secondo è assai più delicato in quanto rappresenta uno scontro tra istituzioni di due poteri diversi dello Stato, come sancito dalla Costituzione.

“Hanno trovato il campo di gioco, il loro vero terreno d’azione, i magistrati, e’ quello dell’immigrazione. Ed è su questo che il potere giudiziario sembra concentrato ad esercitare il proprio intervento pubblico e a mettersi in contrapposizione con la politica del governo o con il cosiddetto primato della politica. E’ una scelta oculata, e forse machiavellica, quella di puntare sul tema immigrazione perché può dare all’ordine togato una visibilità e un protagonismo nazionale ed internazionale di più largo respiro rispetto per esempio alla crociata contro la separazione delle carriere, che viene generalmente avvertita come una battaglia di tipo corporativo e conservatrice”. Lo scrive sul Messaggero Mario Ajello.

Che aggiunge: “Un auto investimento, i giudici come difensori del senso di umanità e tutori morali dei principi di accoglienza e di solidarietà che la politica starebbe calpestando”.

Ayello dopo avere parlato della spinta ideologica professata da diversi esponenti di Magistratura democratica, che trova terreno fertile soprattutto nella Chiesa e in una parte del mondo cattolico, conclude : “ Lo scombussolamento degli elementi – la morale che sopravanza la legge, la magistratura che prende il posto della politica di opposizione – appare come un’evidente anomalia e segna uno scivolamento culturale verso l’idea che i giudici possono essere i depositari della verità e di ciò che è giusto o sbagliato per la società italiana”.


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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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