Sei chilometri a passo d’uomo. Il corteo funebre di Papa Francesco traverserà il centro di Roma, sabato mattina dopo le esequie solenni in piazza San Pietro, raccogliendo l’omaggio dei fedeli della capitale e del mondo. Si calcola che un milione di persone farà da corona al corteo che molto lentamente dal Vaticano giungerà all’Esquilino, passando per Corso Vittorio, piazza Venezia e i Fori imperiali fino alla basilica di Santa Maria Maggiore dove è pronta la tomba del pontefice argentino, in marmo ligure e “sulla nuda terra”, come voleva lui, e con l’unica iscrizione del nome: Franciscus.
Numeri imponenti per l’affluenza di quanti stanno dando e continueranno a dare fino a sabato l’ultimo abbraccio a Bergoglio: 60.000 le persone che hanno sfilato in San Pietro nelle ultime 24 ore per sostare dopo una fila chilometrica solo qualche secondo davanti alla bara di papa Francesco sistemata davanti al baldacchino su una semplice pedana. Duecentomila i fedeli attesi in piazza per la cerimonia che inizierà alle 10. E se sulla piazza incorniciata dal colonnato del Bernini saranno i big del mondo a dare l’ultimo saluto al pontefice (da Trump a Zelensky, da Mattarella a Macron, dal principe William al segretario generale dell’Onu Guterres, dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen alla premier italiana Giorgia Meloni, oltre agli oltre cento cardinali già arrivati a Roma per il conclave) sulla scalinata di Santa Maria Maggiore ad accogliere la bara di papa Francesco, “il papa degli ultimi”, ci saranno proprio loro, gli ultimi, cioè i poveri, i clochard, i rifugiati. E non è escluso che sia stata una richiesta precisa di Francesco…
Questo avverrà sabato ma tutto il weekend sarà oltremodo impegnativo per la capitale sotto il profilo dell’ordine pubblico. All’arrivo dei grandi della terra (oggi si è saputo che ci sarà anche Joe Biden) e al milione di persone che seguirà il corteo per dare l’ultimo saluto al papa vanno aggiunte le manifestazioni in programma per ricordare il 25 aprile di ottanta anni fa, la Liberazione dal nazifascismo. La macchina della sicurezza si è messa in moto già nella mattinata di Pasquetta, quando si è avuta notizia della morte del Pontefice, ma le misure verranno ulteriormente potenziate perchè tutto sia pronto e in stato di massima allerta da venerdì, quando atterrerà nella capitale il presidente americano Donald Trump, che dormirà nella residenza dell’ambasciatore americano a Villa Taverna, ai Parioli. Blindata piazza San Pietro, blindato il Vaticano e il percorso del corteo funebre, blindata mezza città con l’impiego di circa ottomila uomini tra polizia, carabinieri, guardia di Finanza e vigili urbani con rinforzi in arrivo anche da altre regioni e l’ausilio di cecchini, unità cinofile, dissuasori di droni, artificieri, polizia fluviale, e in appoggio un cacciatorpediniere all’ancora a Fiumicino e i caccia dell’aeronautica militare. Un piano di sicurezza imponente. Massima attenzione nel giorno della Liberazione all’area di Porta San Paolo, punto di arrivo del corteo di studenti, movimenti e della rete contro la guerra e dove, la mattina presto, è previsto un presidio dei palestinesi “contro il sionismo” in concomitanza con la deposizione di una corona da parte di esponenti della comunità ebraica.
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