Meloni: “Cessate il fuoco a Gaza, Israele si fermi”. E alla Camera scatta l’applauso

Nella drammatica e delicatissima crisi mediorientale – in attesa della rappresaglia iraniana all’attacco Usa che l’intelligence americana prevede, se ci sarà, “entro le prossime 48 ore” – le priorità per l’Italia sono il cessate il fuoco a Gaza e la necessaria ripresa del “negoziato diretto” sul nucleare tra Washington e Teheran, nonostante tutto. E inoltre, ma questo è un altro scacchiere, la riconferma del sostegno all’Ucraina e la condanna della Russia per l’aggressione, cosa che indurrà l’Ue a varare un altro pacchetto di sanzioni contro Mosca, il diciottesimo.

A 24 ore dall’attacco ordinato da Trump contro i siti nucleari iraniani Giorgia Meloni ha informato il parlamento sulle linee di politica estera dell’Italia alla luce dell’attualità geopolitica e alla vigilia dell’appuntamento Nato all’Aja di domani, presente Trump, e del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno. Un discorso ‘istituzionale’ in cui la premier ha ribadito valutazioni già espresse sulle crisi in atto. Un solo riferimento all’ultimo strike Usa, non un giudizio: “Nessun aereo Usa è partito dalle basi in Italia, la nostra nazione non ha preso parte agli attacchi”, ma una presa di posizione ferma e determinata sul comportamento di Israele nella Striscia.

La reazione dello Stato ebraico all’orrendo attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre “è inaccettabile” – ha detto per la prima volta la premier – che ha invitato Israele a fermarsi. Su quel “cessate il fuoco a Gaza” è scattato l’applauso bipartisan dell’aula. Un segnale che almeno sulla guerra nella Striscia governo e Pd la pensano allo stesso modo (e che i 20 minuti di telefonata tra Meloni e Schlein di ieri sono serviti alle due leader a chiarirsi vista la delicatezza della situazione per la sicurezza nazionale).

L’altra novità enunciata dalla Meloni ha riguardato un altro tema delicato, le spese militari richieste dall’Alleanza atlantica ai paesi membri ora che Trump ha detto di voler chiudere l'”ombrello” americano. “Abbiamo ottenuto di arrivare al 3,5% in dieci anni, senza vincoli di aumento annuale e con la possibilità di rivedere tutto nel 2029. Non è un impegno più gravoso di quello preso nel 2014, quando da un 1% di Pil ci si impegnava a raggiungere il 2%” ha scandito la premier dal banco del governo, un messaggio chiaro a chi sedeva prima di lei a Palazzo Chigi, cioè a Conte.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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