‘Alla donna’: il testamento sentimentale inedito di un gigante della letteratura giapponese, Shuntaro Tanikawa

La casa editrice salentina ‘I Quaderni del Bardo Edizioni’ di Stefano Donno ha dato alle stampe, per la prima volta in Italia, “Alla donna” (『女に』), una delle raccolte più intime e struggenti del maestro della poesia del Sol Levante, Shuntaro Tanikawa, uno dei principali poeti giapponesi del dopoguerra, noto anche per le sue traduzioni della serie di cartoni animati americani “Peanuts” e delle filastrocche britanniche “Mother Goose”. Il poeta, scomparso a 92 anni giusto un anno fa, ha guadagnato notorietà dopo la pubblicazione nel 1952 della sua prima raccolta di poesie, “Niju Oku Konen no Kodoku” (Due miliardi di anni luce di solitudine), con i critici che hanno elogiato il suo uso dinamico della lingua giapponese.

Quest’opera non è una raccolta come le altre. Tanikawa ha sempre rappresentato una vetta, un autore capace di spaziare dall’universale al cosmico. Eppure, in “Alla donna”, il maestro depone le vesti del poeta-filosofo per mostrarsi in una nudità disarmante. Il libro è un diario in versi, la cronaca sentimentale della relazione con la sua terza moglie, Sano Yōko. Trentasei poesie che abbandonano il “vissuto immaginario”, cifra stilistica di Tanikawa, per ancorarsi a una realtà quotidiana, domestica, a tratti persino banale, ma proprio per questo universale. Si respira tra le pagine l’ideale sublime del “kairōdōketsu” (偕老同穴): la promessa di invecchiare insieme e condividere la stessa tomba, un concetto profondamente radicato nella cultura giapponese. E qui risiede il cuore pulsante e tragico della notizia.

Questa promessa, scolpita nei versi, si scontra con la realtà biografica: il matrimonio finirà dopo appena sei anni. Questa discrepanza trasforma la raccolta da semplice cronaca d’amore a un testamento universale sull’amore assoluto: quello che persiste nell’anima come ideale, anche quando la vita impone un finale diverso. È un’opera che dialoga con la perdita, con la memoria e con l’idea stessa di eternità. La pubblicazione è resa ancora più preziosa dalla profonda curatela di Diego Martina, yamatologo e poeta egli stesso, che ha già tradotto in passato il maestro e che firma anche l’opera in copertina (“Amanti”, 2025). La sua non è una semplice traduzione, ma un ponte gettato tra due culture, garantendo che lo spirito, oltre alla lettera, di questi versi arrivi intatto al lettore italiano. ‘Alla donna’ non è solo la celebrazione postuma di un gigante della letteratura mondiale ma è una storia che parla della fragilità dei legami, della forza della poesia (e anche del coraggio di una piccola casa editrice indipendente che porta in Italia un tesoro di inestimabile valore). (foto The Guardian)

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita

Altro dall'autore

Segui in20righe come fonte preferita su Google

Imposta fonte preferita

Articoli più letti