Nuova legge elettorale dopo il referendum sulla Giustizia. Poi il premierato

Archiviate le regionali si torna di nuovo in campagna elettorale per il referdum sulla Giustizia.

Una corsa che durerà alcuni mesi fino ai primi di marzo quando gli italiani saranno chiamati ad esprimere un Sì oppure un No alla separazione elle carriere tra pm e giudici, riforma costituzionale approvata dal Parlamento, ma che essendo costituzionale e votata a maggioranza e non dai due terzi di deputati e senatori, richiede il parere dei cittadini. Sarà comunque un referendum senza quorum vale a dire che vincerà chi prenderà più voti.

Al momento i primi sondaggi danno in vantaggio il Si’, ma da qui al giorno vicino a Pasqua, quando si apriranno le urne, c’è molto tempo e la lotta politica inevitabilmente si accenderà. Bisognerà vedere fino a che livello si spingeranno i partiti per darle una connotazione con valenza per le successive politiche.

La Vittoria del Sì rinsalderebbe più che mai il governo, mentre quella del No sarebbe una bella spallata per la Meloni e azzopperebbe la maggioranza ed anche la sua volontà di dare vita ad una nuova legge elettorale. Riforma più volte approvata da precedenti governi di centrosinistra prima delle elezioni.

Si tratta di una legge ordinaria e quindi non necessita di referendum. L’intenzione della Meloni sarebbe quella di dare vita ad un sistema proporzionale con premio gi maggioranza, che ricalca i principi che hanno ispirato il premierato. La Meloni vorrebbe anche abolire i collegi uninominali, e sul punto si accenderà il confronto con il centrosinistra, che lo vede come una sorta di scippo. Errore che dovrà evitare la Meloni, come avvertita dai suoi alleati, e’ quello di inserire nella scheda anche il nome del candidato premier. Che spetta per Costituzione al Capo dello stato. E quindi sarebbe soggetta a referendum, per il quale non ci sono i tempi tecnici prima del voto del 2027. Mattarella non firmerebbe mai una legge ordinaria che prevede l’indicazione del premier.

Ultimo atto sarà il premierato, che la Meloni vuole portare a conclusione entro la legislatura ma con il successivo referendum che si svolgerà solo dopo le politiche.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita
Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

Altro dall'autore

Segui in20righe come fonte preferita su Google

Imposta fonte preferita

Articoli più letti