Guerra Iran: in salvo il ‘top gun’ USA, successo della operazione di recupero. Roboante post di Trump, ma le sue sparate restano un problema

Jackpot. Le forze speciali statunitensi hanno tratto in salvo il secondo componente dell’equipaggio del caccia F-15 abbattuto sull’Iran. Donald Trump ha puntato ad accaparrarsi il merito, con uno dei suoi post roboanti sul social Truth: “LO ABBIAMO PRESO! Sono entusiasta di comunicarvi che ora è SANO E SALVO! Su mio ordine, le Forze Armate statunitensi hanno inviato decine di aerei, armati con le armi più letali al mondo, per recuperarlo”.

Comunicazione

Poi visto il buon esito, rilancia una delle affermazioni che hanno reso particolarmente problematica la comunicazione della Casa Bianca nel conflitto contro gli ayatollah: “Ancora una volta abbiamo raggiunto una schiacciante supremazia aerea sui cieli iraniani”. A cui l’agenzia ufficiale iraniana IRNA replica, rilanciando affermazioni del comando militare congiunto che attribuiscono l’abbattimento a nuovi sistemi di difesa aerea. L’ufficiale addetto ai sistemi d’arma dell’F-15, ferito, era riuscito a ripararsi in una zona montuosa del sud Iran, dove è presente una forte minoranza araba ostile al regime della la Repubblica Islamica.

Inferno

La CIA ha attivato la sua rete e ha condotto una campagna di depistaggio per confondere i pasdaran. Mentre l’aviazione teneva lontani gli iraniani con le bombe, le forze speciali una volta localizzato l’aviere hanno condotto con successo il blitz. Teheran aveva posto una forte taglia per la cattura del militare USA. L’F-15E ha un equipaggio di due persone – il pilota e l’ufficiale addetto ai sistemi d’arma (WSO) – che si suddividono i ruoli di combattimento nelle azioni di bombardamento. Il velivolo colpito è stato il primo F-15E Strike Eagle a essere abbattuto in battaglia in oltre 20 anni. Secondo alcune fonti, due dei cinque velivoli da trasporto statunitensi impiegati nelle operazioni di salvataggio non sarebbero riusciti a decollare dall’interno del territorio iraniano e sarebbero stati distrutti per impedirne la cattura. Certamente, il fatto stesso che l’aereo sia stato abbattuto, così come altri velivoli USA negli ultimi giorni, lascia intendere la volontà di Teheran di continuare a combattere. Ma Trump, sull’onda del successo emotivo, vuole riprendere l’iniziativa, proprio nel momento in cui molti analisti segnalavano come la guerra gli stesse sfuggendo di mano. In un post carico di insulti e minacce per i vertici iraniani, il presidente lancia un nuovo ultimatum per la riapertura dello Stretto di Hormuz, annunciando in caso contrario rinnovati pesanti attacchi alle infrastrutture civili, “l’inferno”.

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