Sostanzialmente la sfida tra centrodestra e centrosinistra rimane aperta con opportunità e problemi irrisolti per entrambi gli schieramenti. E per chi sa di politica le cose cambiano molto rapidamente, il tempo spazio da’ sempre la sua imprevedibilità.
Però per Paolo Mieli il motore del centrosinistra ha comunque la necessità di una revisione. Nell’editoriale sul Corriere il giornalista da’ la sua spiegazione. Schlein aveva dato una lettura troppo ottimistica dei risultati referendari di due mesi fa. Il voto sulla giustizia pur rilevante non ha affatto segnato la fine del governo Meloni. Ne’ ha spalancato le porte ad una libera cavalcata verso la vittoria del campo largo alle prossime politiche. Del resto i sondaggi segnalano solo lievi spostamenti e registrano regolarmente che Fratelli d’Italia resta di gran lunga il primo partito. Senza che sia mai stato ipotizzabile un sorpasso del Pd.
I problemi nel centrosinistra sono tanti, a partire dal fatto che sino ad oggi non si sa con preciso chi lo guiderà. Poi c’è il tema della politica estera con posizioni molto diverse. Ed ancora, molto sul vago, le proposte su migrazione e sicurezza.
Mieli poi parla del muro contro muro sulla riforma della legge elettore proposta da Meloni. Ma qual’e’ quella del centrosinistra? Vogliono che rimanga in vigore il sistema attuale? O hanno un’idea diversa. Dicano qualcosa, sostiene Mieli.
C’è dell’altro. Spostandoci sul campo economico non è sufficiente che il centrosinistra dica no a questa o a quella decisione di governo. Chiarisca cosa farebbe se andasse a palazzo Chigi, con quali coperture economiche. Hanno da suggerire un modo per abbattere la spesa pubblica?
Nello schieramento malga l’amalgama, che non si compra, com’è invece avrebbe voluto lo storico presidente del Catania, Angelo Massimino. La celebre gaffe è nata quando un giornalista gli fece notare che alla squadra mancava l’amalgama. Massimino rispose “ditemi dove gioca questa Amalgama che lo compro subito!”. Quello su Massimino non sono parole di Mieli, che ha solo parlato di mancanza di amalgama o almeno di una amalgama da trovare tra le varie anime del centrosinistra da sempre diviso tra ex comunisti ed ex democristiani con adesso anche la variabile del M5S, non sempre di facile gestione.
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