C’era il racconto di un grande leader socialista di quella Spagna presa a simbolo da tutta la sinistra, fatta di buon governo, tolleranza e gestione delle risorse pubbliche, culla del più bel socialismo di oggi e di domani. Incarnata da Jose’ Zapatero. Di lui torna alla mente un frase pronunciata al quarantesimo congresso del PSOE nel 2022 “Essere socialista normalmente significa avere poco ed essere disposti a dare molto”. Ecco il quel normalmente sta il succo morale della brutta vicenda di corruzione che lo sta travolgendo.
Le cronache raccontano di questa icona del socialismo, soprannominato ai bei tempi bambi per i suoi dolci occhi da cerbiatto, che nella cassaforte di casa teneva, gioielli, orologi e smeraldi. Con il malloppo sembra che meditasse di scappare a Caracas. Per lungo tempo fu il riferimento anche della sinistra italiana, rimasta orfana di Berlinguer
Zapt-ero ora chi sei? O eri così anche prima? Chiosa Massimo Gramellini sul Corriere.
Giu’ la maschera. Secondo le accuse Zapatero sarebbe stato al vertice di un network internazionale che si estende dalla Spagna al Venezuela. Con ramificazioni fino alla Cina e di avere ricevuto illecitamente in cinque anni 2,6 milioni da varie società. Tra queste una collegata direttamente al partito comunista di Pechino che avrebbe ingaggiato Zapatero per agire da mediatore con il dittatore venezuelano Maduro.
Intanto l’attuale leader spagnolo Pedro Sanchez, che di guai ne ha già di suo ( la moglie Begona Gomez, indagata per corruzione e riciclaggio) e’ a Roma dove incontrerà la Schlein ed il Papa. Con i giornalisti ha laconicamente commentato “Sono tranquillo”.
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