Una strana coppia e dopo le ultime vicende si potrebbe dire “una coppia esplosiva”. Una domanda e’ ricorrente, come si spiega l’amicizia tra il noto giornalista investigativo ed il faccendiere, con una vita da sempre borderline, che si è fatto anche quattro anni di galera a Secondigliano, ed è passato per mille intrighi? Perché Lavitola ora indagato come mandante avrebbe organizzato l’attentato al suo amico?
Repubblica ipotizza: Lavitola coltivava il progetto di trasformare Ranucci nel leader del campo largo, si era fatto fare dei sondaggi, consultava esperti e “quando tu sarai presidente del Consiglio, io sarò il tuo Gianni Letta a palazzo Chigi” fantasticava Lavitola a cena con il conduttore di Report. Un percorso che la possibile chiusura del programma per volontà della destra avrebbe potuto mettere in pericolo. Da qui l’idea del finto attentato, anche se l’esplosione è stata vera, per fare passare Ranucci come vittima della mafia o di qualche trama politica della destra.
Chi avrebbe potuto toccarlo a quel punto? Un delitto si’ ma di amicizia…. Ranucci sbalordito non è convinto di quanto sta emergendo e sospetta di un gesto trasversale legato al lavoro. Intervistato dal Corriere dice “Valter è un amico vero. Non avrebbe mai fatto del male a me o alla mia famiglia”. Quando lo ha sentito l’ultima volta? “ Mi ha chiamato l’altra sera mentre i carabinieri lo perquisivano. Era agitato. E anche io sono rimasto molto sorpreso da questo sviluppo delle indagini. Sono amico di Valter dal 2019. Non lo so, sarà stato un caso di sindrome di Stoccolma. Vado a mangiare nel suo ristorante molto spesso, almeno ogni due settimane. E’ un’amicizia che non ho mai nascosto”.
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