Quel referendum del 1991 con Craxi “andate al mare”, le tensioni di oggi e la “riflessione” della Meloni

Le preferenze sono sempre state motivo di grandi contrasti politici tra le forze politiche con ruoli che spesso sono cambiati. Rimane celebre il referendum del 9 giugno del 1991, che fu uno snodo cruciale della storia repubblicana, promosso da Mario Segni per ridurre le preferenze ad una sola. Obiettivo dichiarato era quello di contenere le correnti di partito e combattere il clientelismo.

Il segretario socialista Bettino Craxi, in polemica con i promotori, voleva mantenere lo status quo, e scelse la linea della diserzione con la famosa frase “Andate al mare”. Ma il suo parere non fu ascoltato, si recò a votare il 62% degli elettori, ed il Sì stravinse con il 95% dei voti.

Il risultato rappresentò una sconfitta per Craxi e fu l’inizio dei suoi anni difficili.

Ora si ripresenta il tema e ad esempio la figlia di Bettino, Stefania Craxi, che oggi lo ricorda come grande innovatore e statista nel cinquantesimo anniversario della sua ascesa ai vertici del partito (il 26 luglio del 1976 all’hotel Midas di Roma fu nominato segretario, vincendo su Giolitti), si trova invece schierata, come parte di Forza Italia, contro un ritorno alle preferenze, anche se solo tre con capolista bloccato.

La questione che ha visto lo scivolone del governo con scrutinio segreto apre vari interrogativi con la Meloni che invita ad una riiflessione. Il governo in base alla Costituzione potrebbe riproporre l’emendamento al Senato, dove per regolamento, il voto su questi di questo tipo e’ palese. Ovviamente la riforma dovrebbe tornare alla Camera per la sua eventuale definitiva approvazione. Se la premier dovesse insistere potrebbe ricorrere ad un voto di fiducia sull’emendamento per evitare gli agguati dei franchi tiratori in uno scrutinio segreto.

Cosa farà la Meloni? Probabilmente cercherà di non forzare la mano, viste le molte recenti divisioni all’interno della maggioranza in modo da potere approvare il suo Stabilicum senza ulteriori sorprese.

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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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