La sfida di Conte alla Schlein su Kiev “decideranno le primarie”

Con il suo “No” agli aiuti militari a Kiev, Conte agita di nuovo la coalizione e fa infuriare i riformisti dem.

Filippo Sensi non usa mezzi termini “Si agita, promettendo una agenda filorussa e giocando allo sfascio, non ci riuscirà dovrà fare pippa”. Per il fedele della segretaria, Igor Taruffi e’ necessario arrivare ad un programma condiviso prima di affrontare le primarie.

Certo che viste le posizioni così distanti arrivare a condividere il programma di politica estera appare asssi complicato.

Sul tema è intervenuto anche Calenda “Se il Pd esistesse ancora, dovrebbe sancire oggi la fine del Campolargo o costringere questo populista opportunista a fare retromarcia. Ma faranno finta di nulla. Come sempre”.

Renzi invece risponde alla sfida del leader del M5S “Andremo alle primarie e che vinca il migliore”.

Ma cosa ha in mente Conte? Un suo piano per fare cessare la guerra. Primo convocare Zelensky “per rassicurarlo che lui è l’aggredito e la sua popolazione è quella aggredita”. Ma subito dopo spiega “gli preannuncerei che chiamerò Putin per dare un contributo a imprimere una svolta negoziale che è l’unica soluzione possibile”.

Putin non vuole il negoziato? “Andiamoci a sedere, andiamo a vedere”, la sua ambiziosa ricetta per arrivare là dove nessuno è riuscito in questi lunghi anni di guerra. Eppure ci hanno provato in molti da Trump a Macron.

Conte chiede che siano le primarie a decidere la linea di politica estera del centrosinistra. Ma prima di arrivarci “fisseremo dei punti per noi imprescindibili, non negoziabili se si sta sostenendo che Schlein voglia portare il Pd a sostenere il piano di riarmo, a buttare soldi, questo è un punto dirimente che va chiarito prima”.

Insomma Conte mira a trasformare le primarie in una sorta di referendum ( “Faremo decidere gli italiani”) sulle scelte di fondo sulla politica estera, le quali dovranno essere quelle di un prossimo eventuale governo di centrosinistra, che vorrebbe essere lui a guidare con un suo ritorno a palazzo Chigi.

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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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