Carta vince, carta perde. I ”circensi” del centro con il Draghi ”in aspettativa”

Carta vince, carta perde, meglio se sono tutte e due perdenti. Almeno per il centro dei ”circensi”. Sembrano un po’ come nel film bello (per non dire bellissimo in onore a Sergio Lepri, direttore dell’Ansa per trent’anni che aveva abolito il superlativo), la Clinica dei pazzi, dove tre robusti atletici circensi scagliavano Totò da una parte all’altra come una palla. Ora non e’ che molti centristi siano particolarmente muscolosi e quelli che rimangono non sono particolarmente leggeri da palleggiare. Non certo Casini e Toti, un po’ troppo pesanti. Cosi come Calenda. Rimane Renzi ma non sembra troppo attrezzato come palleggiatore, e troppo pesante, non come peso fisico ma politico, per essere preso a riferimento. Al meglio andra’, legge elettorale a parte, che difficilmente cambierà, che il il centtro superi le Colonne d’Ercole (il mondo conoscIuto fino al Medioevo) del 3%. Scrive nel suo fondo sul Corriere, come sempre illuminante, Paolo Mieli, a proposito dei centristi ” I partiti intermedi tra destra e sinistra, evitiamo di chiamarli centro, annoverano personalità talvolta di carattere, ma con scarsa propensione allo stare insieme. Solo se uno di loro tentasse un’orgogliosa marcia solitaria e gli altri lo seguissero senza porre condizioni, potrebbero avere qualche minima possibilità di imporsi. In mancanza di ciò, l’unica possibilità che ritengono di avere e’ quella di battersi in ordine sparso nel nome di Draghi, cercando di evitare che qualcuno vinca. Per ottenere in compenso qualche posto di governo nella maggioranza che si troverà nel nuovo Parlamento”. Insomma ”nessun vincitore, nessun perdente”. Forse pero’ fanno i conti senza l’oste, perché l’ironica battuta di Draghi che a fine legislatura un nuovo lavoro se lo cerchera lui, ha messo a nudo tutti. Probabilmente un Draghi deluso e’ in “aspettativa” del Quirnale che voleva… Sembra disposto ad aspettare pure il settenato. Sempre che poi si ricorderanno di luI.


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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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