Salta la tregua per evacuare i civili. Lunedì nuovo round colloqui. Anche la Rai lascia Mosca

E’ saltata la tregua concordata da russi e ucraini per consentire l’evacuazione dei civili dalle città assediate di Mariupol e Volnovakha nel sud del paese.

L’accordo è fallito perchè Kiev ha accusato le forze armate russe di aver violato il cessate il fuoco e di aver ripreso i suoi attacchi. La ripresa dell’offensiva è stata confermata da fonti russe che hanno però accusato i nazionalisti ucraini di aver impedito ai civili di lasciare la loro case e quindi di mettersi in salvo attraverso i corridoi umanitari. “Dovevano lasciare Mariupol in 200.000, se ne sono presentati solo 400”, ha detto una fonte del ministero della Difesa russo che ha ordinato la ripresa del fuoco alle 16, ora italiana. Quindi Le autorità locali di Mariupol hanno invitato i residenti che erano in attesa di evacuare la città a rientrare nei rifugi, mentre sono in corso nuove trattative con la Russia per avviare l’evacuazione lungo i corridoi umanitari, non oggi ma nei prossimi giorni.

Sul piano più generale, mentre la capitale Kiev, accerchiata, teme l’avvio dell’attacco russo di ora in ora (le colonne dei soldati di Putin sono attestate ormai a soli 20 chilometri dal centro città), fonti ucraine hanno annunciato per lunedì il terzo round di colloqui con i russi in Bielorussia. Della delegazione ucraina, rispetto ai primi round, non farà parte Denis Kireev perchè – secondo i media locali ma si attendono conferme ufficiali – il negoziatore sarebbe stato ucciso nel corso di un’operazione dei servizi di sicurezza ucraini (Sbu) perchè ritenuto una spia: lo stavano arrestando, dicono le stesse fonti, con l’accusa di tradimento a favore di Mosca per aver divulgato informazioni riservate, un’accusa che sarebbe stata formulata in base a “forti prove”.

Nel decimo giorno di guerra Putin ha di nuovo attaccato i paesi della Nato e della Ue. Per lui le sanzioni imposte alla Russia “sono come una dichiarazione di guerra” e lo ha detto evocando nuovamente lo spettro di una Terza guerra mondiale. Comunque per lo ‘Zar’ del Cremlino “tutto sta procedendo secondo i piani in Ucraina. Non ho dubbi che l’esercito russo raggiungerà tutti i suoi obiettivi. Sono state distrutte quasi tutte le infrastrutture militari dell’Ucraina e l’eliminazione della difesa aerea è stata praticamente completata. Una no-fly zone sull’Ucraina? Chi la stabilisce- ha ammonito – parteciperebbe alle ostilità”. Dal suo rifugio a Kiev gli ha risposto il presidente ucraino Zelensky: “Quasi 10mila soldati russi sono stati uccisi”, ha detto in un nuovo video. “È terribile, sono 18enni, ventenni, quasi bambini, soldati a cui non è stato spiegato che stavano andando a combattere. La Russia dovrebbe dargli un’altra possibilità”. Comunque i russi “questa guerra la perderanno”.

Intanto anche a Rai dopo la Cnn e la BBC ha deciso di lasciare Mosca in seguito all’approvazione da parte russa della legge che prevede forti pene detentive, fino a 15 anni, per la pubblicazione di notizie ritenute false dalle autorità. “A partire da oggi la Rai – informa una nota – sospende i servizi giornalistici dei propri inviati e corrispondenti dalla Federazione Russa. La misura si rende necessaria al fine di tutelare la sicurezza dei giornalisti sul posto e la massima libertà nell’informazione relativa al Paese. Le notizie su quanto accade nella Federazione Russa verranno per il momento fornite sulla base di una pluralità di fonti da giornalisti dell’Azienda in servizio in Paesi vicini e nelle redazioni centrali in Italia”. Mark Innaro, capo dell’ufficio di corrispondenza Rai di Mosca, interpellato dall’Adnkronos, ha fatto sapere che sta organizzando il rientro di tutti gli inviati in Italia. “Siamo sei giornalisti: due corrispondenti, io e Sergio Paini, e quattro inviati che sono in giro per il Paese. Gli inviati, sulla base delle disposizioni Rai, devono rientrare in Italia, mentre noi corrispondenti possiamo scegliere se rimanere qui o tornare, ma siamo stati messi in ferie da oggi”.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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