Bosso Ezio

Colpito dalla prematura scomparsa, Sergio Mattarella ha sottolineato come “estro, passione e la sua indomabile carica umana” fossero le doti di Ezio Bosso, pianista, compositore e maestro d’orchestra torinese morto a Bologna a 48 anni. Bosso era stato colpito nove anni fa da una malattia neurodegenerativa che non gli aveva impedito però di continuare a comporre e suonare col sorriso e a commuovere. “La musica ci cambia la vita e ci salva…La bacchetta mi aiuta a mascherare il dolore e non è una cosa da poco” spiegava il maestro dopo la serata di ‘Che storia è la musica’ da lui ideata e andata in onda a giugno su Rai3. Un evento incentrato sulla Quinta e la Settima Sinfonia di Beethoven e vista da oltre un milione di spettatori. “È in assoluto la follia più grande che io abbia mai fatto – spiegò Bosso – ma è una follia d’amore che faccio per la musica. Ogni nota è una storia da raccontare”. Tre ore e mezzo di musica classica con l’obiettivo di avvicinare quell’arte al grande pubblico del piccolo schermo. Obiettivo raggiunto. La sera di Natale poi Bosso era tornato su Rai3 con Cajkovskij  e Mozart. Tutto il suo amore per la musica classica nelle sue parole a commento dell’evento: “Ascoltate a tutto volume il nostro concerto, dobbiamo disturbare i vicini e riempire l’Italia di questa musica meravigliosa. La nostra forza sarà la televisione, ma non in casa, deve uscire dalle case. L’arte e la bellezza sono contagiose: così cambieremo il mondo”. Bosso aveva un entusiasmo contagioso e lo trasmetteva col sorriso. Divenne popolarissimo quando nel 2016 fu invitato da Carlo Conti come ospite d’onore al Festival di Sanremo dove eseguì Following a bird. Oltre alle istituzioni, dal capo dello Stato in giù, tutto il mondo della musica, della cultura e dello spettacolo gli ha reso omaggio. (foto: davidemaggio.it)