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venerdì, 19 Agosto 2022

Brasile, Bolsonaro positivo al Covid. “Sto bene”

A furia di scherzare col fuoco si è bruciato. Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, il facilone del ‘no mascherina, tanto è solo un po ‘di influenza”, è positivo al Coronavirus. Lo ha annunciato lui stesso indossando, col senno di poi, le dovute protezioni. L’ennesima bravata era stata un barbecue con l’ambasciatore Usa, anche lui ora con la tremarella. Bolsonaro ha avuto la febbre alta e dolori muscolari, ma ai giornalisti ha detto: “Rispetto a ieri, sto molto bene. Mi sento normale. Sono anche dell’umore giusto per una passeggiata, ma non lo farò per rispettare le raccomandazioni dei medici”.

Polmoni

Una radiografia mostrerebbe i polmoni “puliti”. Bolsonaro ha assunto l’idrossiclorochina, il farmaco miracoloso secondo il suo amico Trump, anche se per l’Oms non ci sono prove scientifiche della sua efficacia contro il Covid. Prima del capo populista brasiliano nella trappola della minimizzazione, in quella che chiamava l’immunità di gregge, era cascato il premier britannico, Boris Johnson, finito in terapia intensiva a Londra per alcuni giorni lo scorso aprile. In Brasile i numeri del Covid sono alle stelle, al secondo posto nella drammatica classifica della pandemia dopo gli Usa. I contagi sono oltre 1 milione e 600 mila e i decessi superano i 65 mila.

Annacquato

Bolsonaro nei giorni scorsi ha annacquato la legge sull’obbligo dell’utilizzo delle mascherine nei luoghi pubblici e ha ripetutamente detto che i lockdown decisi da alcuni governatori erano più negativi del virus stesso. Innumerevoli gli attacchi a medici e ai media accusati di diffondere panico e paranoia. Bolsonaro si era già sottoposto tre volte al test, risultando sempre negativo e aveva affermato deciso: “Dopo essere stato pugnalato, non sarò certo abbattuto da un po ‘di influenza”. Nel 2018 durante la campagna elettorale venne accoltellato da uno squilibrato nello Stato del Minas Gerais.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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