Un altro sì al governo, dopo quello concesso da Senato e Camera sulla proroga dello stato di emergenza per il Covid-19. E’ stato quello pronunciato da Palazzo Madama allo scostamento di bilancio per far fronte con altri 25 miliardi, sempre in deficit (per un totale ormai di 100) ad una serie di interventi per i settori più colpiti dalla crisi economica indotta dalla pandemia che prenderanno corpo con il ‘decreto agosto’. C’era un po’ di apprensione sul voto perché per far passare lo scostamento era necessaria la maggioranza assoluta (161) ma alla fine la maggioranza ha tenuto e l’opposizione le ha dato una mano non votando contro e astenendosi “per senso di responsabilità”.

Il risultato: 170 voti a favore, 4 contrari, 133 astenuti. Poi il Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sul Programma nazionale di Riforma 2020 (Pnr) con 169 voti a favore e 137 contrari (tutta l’opposizione). Era toccato al ministro dell’Economia Gualtieri illustrare la situazione che ha portato all’ennesimo scostamento e lo “sforzo enorme” – ha detto – fatto finora dal governo per contrastare gli effetti della pandemia. E cioè misure per 6 punti di Pil, quasi 100 miliardi (35 per il lavoro e gli ammortizzatori, 40 per le imprese, 12 per regioni e enti territoriali, 11 per la sanità, la scuola e i servizi sociali).

“L’entità della caduta del Pil a marzo e aprile è stata tale che il secondo trimestre registrerà in media una forte caduta, seguita da un altrettanto marcato rimbalzo nel terzo trimestre, che ci aspettiamo sia di quasi il 15% rispetto a quello precedente” ha detto il titolare di via XX Settembre sottolineando che le misure messe in campo finora sono state “determinanti nel contenere la caduta della produzione, nel salvaguardare la capacità produttiva e l’occupazione, nell’attenuare l’impatto economico della crisi, in particolare sulle famiglie più fragili e meno abbienti”. Secondo Gualtieri con queste misure “si sono poste le basi di una ripresa economica già in atto”.