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mercoledì, 18 Maggio 2022

La ‘pace di Abramo’ in scena alla Casa Bianca. Trump “E non finisce qui”

“Giorno storico ma non finisce qui” ha detto un euforico Donald Trump commentando un suo indubbio successo diplomatico: gli ‘accordi di Abramo’, cioè gli accordi di pace tra Israele da una parte ed Emirati Arabi e Bahrein dall’altra mediati dagli Usa e firmati oggi alla Casa Bianca, accordi finalizzati alla normalizzazione dei rapporti tra lo stato ebraico e i due paesi arabi in cambio della sospensione (ma non alla rinuncia) dell’annessione della Cisgiordania da parte di Gerusalemme . La firma di Trump sulla ‘pax americana’ in Medio Oriente apre uno scenario nuovo che allarga il tiro e potrebbe portare alla firma degli stessi accordi da parte di altri paesi arabi, con grande delusione dei palestinesi contrari a queste intese.

“Un giorno storico per la pace, nasce un nuovo Medio Oriente con un accordo che nessuno pensava fosse possibile e che a breve verrà firmato da altri cinque o sei Paesi arabi” ha aggiunto il presidente americano che anche grazie agli accordi di Abramo spera di rimontare il gap che lo separa nei sondaggi dallo sfidante Joe Biden a sette settimane dalle presidenziali e fa addirittura un pensierino al Nobel per la pace. Trump non ha fatto i nomi degli altri paesi arabi che potrebbero aggiungere la loro firma alle intese sottoscritte oggi ma si sa che candidati sono l’Oman e l’Arabia Saudita, sempre in funzione anti-Iran.

“Una nuova alba di pace, superiamo le divisioni e ascoltiamo il battito della storia” ha fatto eco a Trump il premier israeliano Benyamin Netanyahu, che ha siglato le intese con i ministri degli Esteri degli altri due Paesi, rispettivamente Abdullah bin Zayed Al Nahyan e Khalid bin Ahmed bin Mohammed Al Khalifa. Con tutti e tre il presidente Usa ha avuto colloqui separati. Emirati e Bahrein non sono mai stati in guerra con Israele e quelli firmati oggi non sono veri e propri trattati di pace come quelli siglati tra Israele ed Egitto nel 1979 e Israele e Giordania nel 1994 ma secondo molti osservatori si tratta comunque di intese storiche che cambiano la mappa e gli equilibri mediorientali, consolidando l’accettazione di Israele nel mondo arabo.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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